1943: Qui Radio Bari, il Libro di Antonio Rossano

Libri sulla Radio

1943: Qui Radio Bari, il Libro di Antonio Rossano

“Nazisti e fascisti la denominarono “radio vergogna”. Il Times la battezzò “ The United Nations Radio of Bari”e le dedicò una splendida descrizione, che è giusto riportare integralmente: "Quando dalla radio di Bari udiamo rappresentati i punti di vista dei vari partiti; quando gli esponenti dell’antifascismo da quel microfono possono accusare il Re di fascismo e criticare il Governo Badoglio perché non rappresentativo delle forze italiane; quando ai monarchici è consentito di servirsi dello stesso mezzo tecnico per ribattere le accuse; quando anche a personaggi che con il fascismo hanno civettato o che del fascismo si sono serviti; quando anche a costoro è permesso di giustificarsi pubblicamente; insomma, quando da una stazione radio possono parlare liberali e socialisti, cristiani democratici e comunisti, monarchici e repubblicani, questo è democrazia."

C’è ne abbastanza, credo, per cercare di capire, 50 anni dopo, cosa fu Radio Bari: per mesi, unica radio libera sul continente europeo.” “1943: Qui Radio Bari”opera del fu Antonio Rossano, giornalista della sede Rai pugliese, può essere considerato un libro cronaca, un libro verità su un pezzo di storia italiana e pugliese che ha come protagonista la radio, radio Bari per l’appunto.

Bisognerebbe proprio scriverla la storia di radio Bari, dalla sua timida apparizione nel ’32, con gli studioli di via Putignani alla morte della programmazione radiofonica e televisiva e alla esplosione dell’informazione regionale di questi giorni, al tramonto del progetto di un centro di produzione tutto pugliese, atto a editare la creatività del Mezzogiorno peninsulare e a raccontare la vita dell’oltre Adriatico. Bisognerebbe proprio scriverla quella storia, per poter scrivere cosi la storia della cultura teatrale, letteraria e artistica di una terra conosciuta nel mondo soprattutto per il grano, per l’olio e per il vino.”

Il volume racconta la microstoria radiotelevisiva e culturale di un’epoca difficile, un periodo buio per la Puglia e non solo, stralci di cronaca e riferimenti indiretti di giornali locali che si riannodano in particolare attorno ad un tempo preciso: i sei mesi del ’43. Il 1943: un ombra nera per la Puglia e per Bari. Due gli eventi storici che hanno segnato quell’anno: L’eccidio di via dell’Arca a Bari del 28 luglio del 1943 e la difesa del porto contro i nazisti del 9 settembre di quello stesso anno.

Una stagione di guerra fredda e sangue quella del 1943, condensata in poche battute dai microfoni di Radio Bari con sagacia e perspicacia e, soprattutto, con lo sguardo ideale puntato in positivo verso un domani migliore per il paese. Momenti eroici della storia barese del novecento da non dimenticare, né sottovalutare appuntati anche dall’emittente di Stato pugliese e non solo dai quotidiani locali. Storia che ci ricorda il ruolo prezioso e insostituibile della radio nel contesto socio-culturale di un popolo e di un intero paese.

Radio Bari nacque il 6 settembre del 1932, giorno inaugurale della terza edizione della Fiera del Levante e il volume di Rossano ne sottolinea i passaggi cruciali in modo lucido e preciso, inquadrando le scelte politiche e culturali del tempo che ne hanno indirettamente scosso le fondamenta. Per chi ama rileggere la storia italiana alla luce libera di una radio che ha segnato un epoca, sicuramente questo breve saggio può essere la lettura più adatta. Una radio, una voce che si eleva sui “rumori” di parte.

Articolo a cura di Nicoletta Zampano