The Agronomist, un Film di Jonathan Demme

Film sulla Radio

The Agronomist, un Film di Jonathan Demme

Lottò contro l’ingiustizia e l’oppressione, per i diritti civili, per la libertà e la democrazia con le uniche armi che aveva: la voce e un microfono. Era Jean Léopold Dominique (1930-2000), agronomo e giornalista radiofonico haitiano ucciso da sconosciuti a colpi d’arma da fuoco, a Port-au-Price, davanti alla sede di Radio Haiti Inter, la radio che acquistò nel 1968, durante la dittatura di François Duvalier detto “Papà Doc” (1957-1971), per denunciare i regimi dittatoriali e sanguinari succedutisi nel Paese e le continue ingerenze del governo americano nell’economia haitiana.

Una situazione che costrinse la gente a vivere nella povertà e nel terrore. La radio, indipendente, l’unica dell’isola, trasmetteva notizie in creolo haitiano, la lingua parlata dalla maggior parte della popolazione, e non nel francese parlato dalla classe dirigente. Chiaro l’obiettivo di Dominique: informare la gente su quanto accadeva nel Paese. Un’impresa coraggiosa quella di fare informazione ad Haiti dove “le sole opzioni per un giornalista sono l’autocensura, l’esilio o la morte” aveva detto Louis Joinet, un esperto indipendente della commissione Onu per i diritti umani. E, infatti, Dominique prima di essere ucciso fu pesantemente minacciato e poi costretto all’esilio per ben due volte (1980-86 e 1991-94).

E come lui, tanti altri hanno subìto la stessa sorte. Una storia, quella di Jean Dominique, che non poteva non essere raccontata e nessuno avrebbe potuto farlo meglio di Jonathan Demme (premio Oscar per “Il silenzio degli innocenti” e “Philadelphia”), da sempre sensibile alle problematiche dei diritti civili e alla situazione politica haitiana, nel documentario “The Agronomist” (2003).

Proprio nel 1986, dopo la fine della dittatura di Jean Claude Duvalier, figlio di François, detto “Baby Doc” (1971-1986), quando ad Haiti sembrava che stesse per scoccare l’ora della democrazia, Demme si trovava sull’isola per girare un altro documentario, “Haiti: Dreams of Democracy”, e in quell’occasione incontrò Dominique, appena ritornato in patria dopo sei anni di esilio, e sua moglie Michèle Montas. E colpito dal coraggioso e carismatico giornalista, peraltro spiritoso e sempre sorridente, Demme decise di realizzare “The Agronomist” in cui la vita di Dominique e la storia di Haiti sono legate a doppio filo.

Protagonista assoluto Dominique, attraverso le interviste che il regista gli fece in diverse occasioni; interviste in cui si vede il giornalista parlare di sé, delle sue lotte contro i soprusi e le ingiustizie dei poteri forti, dell’esilio, di Radio Haiti Inter -che chiuse i battenti il 23 febbraio 2003 a causa delle pesanti minacce rivolte alla vedova di Dominique- e anche della situazione politica mondiale. Non mancano alcuni contributi filmati che vedono protagonisti la moglie ed alcuni familiari.

A completare l’opera intervengono vecchie foto, immagini di Haiti ed altre attinte dagli archivi del giornalista e spezzoni di cinema haitiano, incluso “Et moi je suis belle” (1962) dello stesso Jean Dominique. Già, perché il giornalista si era anche occupato di cinema tanto da confessare di aver scoperto la politica proprio grazie alla settima arte. Senza dubbio, un puzzle ben riuscito.

Demme ha regalato al suo pubblico e ai sostenitori di Dominique un lavoro preciso, dettagliato, commovente non rinunciando a tingerlo qui e là con una buona dose di tensione. Non posso, quindi, che consigliare la visione di “The Agronomist”, un interessante documentario che accende i riflettori su tematiche scottanti e attuali quali la lotta contro le dittature e per la libertà d’informazione. Una lotta che Jean Dominique, un eroe moderno, ha pagato con la vita.

Genere: Documentario

Regia: Jonathan Demme

Cast: Jean Dominique, Michèle Montas, Aboudja Ruoli

Paese-Anno: Usa, 2003

Durata: 87 min.

Articolo a cura di Sofia Napoletano

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