Il successo di Radio Italia? Ce lo spiega il direttore Antonio Vandoni!

Interviste

Il successo di Radio Italia? Ce lo spiega il direttore Antonio Vandoni!

Oggi Radiospeaker.it incontra Antonio Vandoni, direttore artistico-musicale di Radio Italia solo musica italiana. Siamo partiti dai dati Radio Monitor che hanno segnato un grande balzo in avanti per Radio Italia, per poi passare al successo del milione di fan su facebook, al concerto in piazza Duomo a Milano per i 30 anni della radio, fino al futuro di Radio Italia. Di seguito trovate anche l'audio dell'intervista...buon ascolto e buona lettura.

Ciao Antonio, questo 2012 è stato un po' l'anno di Radio Italia e lo possiamo dire per vari motivi. Partiamo dai dati d'ascolto: con Radio Monitor le cose sono cambiate in positivo per Radio Italia con un guadagno di quasi 650.000 ascoltatori nel giorno medio, correggimi se mi sbaglio.
Si è stato un anno assolutamente positivo per noi, intanto perché è stato il trentennale e poi secondo i dati Eurisko, che sono quelli che fanno fede, siamo attualmente la radio che più guadagna nell'etere radiofonico italiano. Abbiamo guadagnato 111.000 ascoltatori solo nell'ultima tranche e negli ultimi due anni Radio Italia è tra quelle che guadagna di più. Per cui siamo solo felici e questo grazie a tutti i nostri ascoltatori.

Per la precisione io sommavo le ultime due tranche di Radio Monitor, calcolando un totale di 650.000 ascoltatori in più rispetto agli ultimi dati Audiradio. In questo balzo in avanti, oltre al lavoro svolto negli ultimi due anni, quanto ha influito il cambiamento metodologico introdotto da Eurisko?
Il lavoro indubbiamente paga, il lavoro di ogni giorno, di ogni brano che mettiamo in onda. Paga perché se si sbaglia anche solo la programmazione musicale di un brano può essere un problema per i nostri ascoltatori, e nel rispetto di quello che è la volontà del mercato noi cerchiamo di stare molto attenti anche a questo. I Dati Radio Monitor di Eurisko sono attendibili sia per numero di campioni, sia per tipologie di domande e abbraccia un pubblico più vasto e più adatto ad un indagine radiofonica rispetto a quelle che erano le precedenti indagini. Siamo stati fermi due anni, due anni di fila in assenza di dati, per cui c'è stata una lunga attesa, una lunga ricerca di una società che facesse indagini adeguate, e finalmente ci siamo.

Tra le soddisfazioni di questo periodo c'è il risultato sorprendente della vostra pagina facebook, un milione di fan in un anno e mezzo è veramente un record. La vostra è la prima pagina facebook per le Radio Italiane se non sbaglio
Dici bene

Qual'è il segreto di tutto questo, come si fa a gestire una pagina facebook e farla crescere in modo così plateale?
Dici bene il milione di fan, di likers che abbiamo avuto su facebook, è un record e siamo la prima radio "in termini di amicizia" su facebook. Questo ci inorgoglisce particolarmente ed è un dato sintomatico di quella che è l'affezione dei nostri ascoltatori al nostro mezzo. Il segreto è nella credibilità del nostro formato editoriale, nella credibilità del rapporto quotidiano che abbiamo con i nostri ascoltatori.  Un milione di likers in un anno solo di lavoro, di accostamento a questo social, è un risultato sorprendente. Siamo certi che questo risultato sarà proporzionale, esponenziale, rispetto al tempo che ci dedicheremo.

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ANTONIO VANDONI DI RADIO ITALIA

A proposito di numeri,  avevi anticipato all'inizio della nostra chiacchierata i trent'anni di Radio Italia. Il mega concerto in piazza duomo è stata  un occasione per incontrare tutti gli artisti che voi conoscete meglio di ogni altra radio. Come si fa ad organizzare un evento così grande,  con così tanti artisti, tu come l'hai vissuto?
Con venticinque anni di esperienza nell'ambito musicale, prima come discografico e poi nel ruolo che ricopro a Radio Italia l'ho vissuto direttamente. Ho un rapporto personale con molti degli artisti coinvolti nel nostro evento, così come il mio editore Mario Volanti, ed è per questo che al di là delle società e della logica aziendale,  ci sono i rapporti di persone, persone che fanno aziende. Il segreto sta li: nella credibilità, nella fedeltà, nella fiducia, nella stima, chiamala come vuoi, nelle persone. Anche se poi organizzare un evento così non è per niente facile soprattutto per gli impegni che ha questo tipo di artisti, impegnati in tutto il mondo. Vedi Laura Pausini ad esempio, che ha fatto la data del 14 maggio da noi, un giorno off che aveva nel tour europeo in Germania, ha mollato tutto ed è venuta. Questo dimostra veramente la volontà di ritagliare comunque e sempre uno spazio per Radio Italia.

Antonio questa può sembrare cattiva come domanda, ma è solo una mia curiosità personale. Ascoltando quotidianamente solo musica italiana, c'è un artista straniero che vorresti mandare in onda?
Ovviamente io ascolto anche altra musica, non solo musica italiana, però nel rispetto di quella che è la linea editoriale, non ci sarà mai un brano straniero nella playlist di una radio come Radio Italia. Anche perché per sua natura Radio Italia non lo richiede. Per cui non lo sogno li, lo sogno nei miei cd e li ascolto in macchina  o a casa. Ascolto di tutto, ascolto dal rock degli U2, con i quali ho lavorato, ai Muse  e i Coldplay.

Ci sono  delle novità in arrivo su Radio Italia? puoi anticiparci qualcosa?
Radio Italia è sempre in evoluzione e questo dato di facebook ne è la prova. In realtà nei nostri progetti cerchiamo sempre di calibrare, di ottimizzare tutti i clock a misura del nostro ascoltatore. Novità grosse non ce ne sono perché le rivoluzioni nella storia della radio non hanno mai pagato. La fedeltà di ascolto e la continuità di crescita di Radio Italia c'è perché i nostri ascoltatori sanno cosa trovano da noi. Cambiare troppe regole è sempre un rischio che non vogliamo e non ci interessa correre, per cui non ci saranno mai stravolgimenti o grosse rivoluzioni su Radio Italia. Ci sarà come sempre un'attenzione particolare a cercare di migliorare il prodotto. Per cui dal punto di vista editoriale massima fedeltà.

Ti occupi della direzione artistico-musicale da diversi anni. Ci puoi spiegare la tua giornata tipo e la strada che si deve percorrere per diventare direttore artistico/musicale?
In realtà non c'è una giornata tipo. Ci sono degli appuntamenti fissati di giorno in giorno. Amo questo lavoro anche perché mi alzo la mattina senza sapere esattamente come si svolgerà la giornata. "Work in progress" direi, perché capitano problematiche, o soluzioni, o idee da sviluppare proprio mentre le fai. Per fortuna escono tanti dischi, per fortuna questo genera sicuramente lavoro, idee e soluzioni da mettere in onda, ci sono sempre eventi da creare. Fra poco ripartiamo con Radio Italia Live, che è il nostro programma artistico di punta, dove ogni settimana si esibiscono i più grandi artisti italiani nel nostro auditorium. La giornata scorre così, risolvendo le cose, affrontando idee, confrontandomi con il mio editore per poi metterle in onda. Il percorso di un direttore artistico musicale, almeno per quel che mi riguarda, non è standard, non c'è una scuola che insegni a diventare direttore artistico musicale. Io venivo da dodici anni di discografia, dove ho fatto lo stesso lavoro dall'altra parte della scrivania. Per cui so vedere i punti di vista di uno e dell'altro. Dopo dodici anni di discografia sono tornato a Radio Italia, perché di fatto già venticinque anni fa lavoravo con il signor Mario Volanti. Non c'è un consiglio che posso dare se non muoversi a 360 gradi nella musica e poi da cosa nasce cosa, così come è successo a me. Io auguro a tutti di vivere la vita professionale che ho vissuto io, perché sono appagato da ogni punto di vista.

Conoscevi già Radiospeaker.it?
Si, assolutamente si, mi documento. Devo dire che è un vero punto di riferimento per gli speaker, che sono davvero rispettabilissimi tutti e interessantissimi tutti. Trovo che, un po' come per la musica e i cantanti, non si riesca ad arrivare al grande network solo per un insieme di alchimie. Ci sono ragazzi veramente bravi,  per cui auguro a tutti gli speaker di fare questo lavoro con passione. Con una buona dose di fortuna ci si può arrivare.

Grazie Antonio e promettici che tornerai presto su Radiospeaker.
Quando volete, siete amici e mi piace l'idea di essere vostro amico.

Articolo a cura di Giorgio d'Ecclesia e Sara Moretti