L’importanza di sentirsi Ascoltatore ancor prima che Conduttore Radiofonico

Curiosità Radiofoniche

L’importanza di sentirsi Ascoltatore ancor prima che Conduttore Radiofonico

Il bello di fare lo speaker (non conta se in una radio locale o in una grande emittente), sta nella possibilità di divertirsi facendo un “gioco” simpatico, che è quello di poter passare rapidamente dal vestire i panni del conduttore al diventare ascoltatore.

Chiunque lavori o si diverta facendo radio, spesso e volentieri si trova, in diverse occasioni all’interno della giornata, ad ascoltare altri speaker o altri programmi che sono in onda nella propria (o in altre) emittenti. Credo che questa sia una cosa molto importante, soprattutto per chi è agli esordi radiofonici o per chi cerca sempre un costante miglioramento in un lavoro meraviglioso (ma anche impegnativo) come quello dello speaker.

Proprio “facendo scorrere” la radio su varie stazioni di network nazionali, mi sono accorto di quanto sia importante fare attenzione ad ogni dettaglio quando si è in onda o si sta parlando all’interno di una trasmissione. In particolare, mi sono reso conto che a volte uno speaker, forse per abitudine, tende ad omettere o a dare per scontato dei concetti, durante la diretta, che solo chi è un assiduo ascoltatore del programma potrebbe comprendere. Se tutto questo può essere in parte “giustificato” per trasmissioni che vanno in onda su radio nazionali e di una certa rilevanza, che naturalmente possono godere di una grande notorietà tra le persone che ascoltano (siano queste ultime ascoltatori accaniti, casuali o giornalieri), non si può purtroppo dire lo stesso per le trasmissioni condotte da speaker che militano in radio minori o locali.

Mettendomi nei panni (che vesto spessissimo) dell’ascoltatore, mi sono reso conto di quante volte ho commesso l’errore, in onda, di parlare o dire cose che ormai sono entrate a far parte dell’essenza del programma stesso, ma che probabilmente risulterebbero oscure a chi si dovesse trovare, per la prima volta, ad ascoltare la mia trasmissione. Questo è un errore che gli speaker fanno molto spesso e mi ha fatto pensare a quanto sia importante cercare sempre di mettersi dalla parte di chi è all’ascolto, soprattutto mentre si è in onda e si sta parlando.

E’ fondamentale non dare nulla per scontato, dai contatti per interagire con la diretta, al ripetere il nome di chi è in onda, fino al ricordare l’argomento (o la notizia) di cui si sta parlando senza pensare, in quest’ultimo caso, che tutti coloro che ascoltano ne siano a conoscenza o possano saperne già alcuni dettagli. Per fare qualche esempio, è un po’ come quando in radio si parla di calcio il lunedì, dando per scontati alcuni concetti che potrebbero invece non essere chiari ad un’ascoltatrice, oppure parlare di musica e dei Pink Floyd credendo che chiunque possa conoscerli, senza tenere conto del fatto che all’ascolto ci potrebbe essere un quindicenne che non li ha mai sentiti nominare.

Insomma, in radio è fondamentale la chiarezza, dire tutto nel modo più semplice e chiaro possibile. Mi ha colpito molto, a tal proposito, un bel post letto qualche mese fa sul blog del Trio Medusa, in cui Gabriele raccontava di sua figlia che, ascoltandolo, aveva fatto fatica a capire il numero di telefono al quale scrivere per intervenire in diretta. Proprio in seguito a quanto accaduto, sul blog si legge: “Una delle prime cose che ti insegnano quando fai radio, è che, ogni giorno, ci potrebbe essere un ascoltatore in più. Qualcuno che non conosce i tuoi codici, i tuoi modi di dire, il tuo modo di scherzare. Devi essere didascalico, senza appesantire troppo la trasmissione. Insomma: una cosa facile facile…E, naturalmente, se c’è il “famoso nuovo ascoltatore” devi dire lentamente i contatti a cui può scrivere”.

Credo che questo sia davvero uno degli insegnamenti basilari che uno speaker agli esordi dovrebbe fare suo, anche se, allo stesso tempo, è una delle cose più difficili da imparare, che richiede sicuramente tempo ed applicazione costante (come d'altronde tutto quello che riguarda la radio). Per questo, la prossima volta che andrò/andremo in onda, dovremo cercare di metterci nei panni di chi è all’ascolto per la prima volta ed “accoglierlo” all’interno del programma nel miglior modo possibile!

E a voi è mai capitato di ascoltare una trasmissione sentendovi “esclusi” perché non riuscivate a capire quello di cui si stava parlando? Oppure, avete mai provato a rendervi conto, durante una diretta all’interno del vostro programma, di avere detto qualcosa di poco chiaro e di non esservi fatti capire? Forza, è il vostro momento, raccontatecelo!

Articolo a cura di Mattia Savioni