Gli Ascolti Radiofonici

Curiosità Radiofoniche

Gli Ascolti Radiofonici

L’abnegazione e l’impegno profuso in un determinato ambito lavorativo producono inevitabilmente ricche soddisfazioni che stimolano l’individuo ad adoperarsi sempre al meglio. Se poi a questo si aggiunge un notevole riscontro in termini di consensi da parte di un vasto numero di persone, il risultato non può che essere soddisfacente. Ma a volte il problema riguarda proprio quest’ultimo aspetto. Come per la televisione, anche il lavoro radiofonico è finalizzato al raggiungimento di un vasto numero di utenti, i quali contribuiscono ad un aumento dell’ “audience”.

Un elemento fondamentale, questo, che permette alla radio di godere di una sussistenza anche pubblicitaria con un conseguente guadagno per l’intero organico. Insomma, una necessità di “share” che è strettamente collegata agli investimenti pubblicitari. In tal caso, quindi, la capacità dello speaker è proprio legata a quest’esigenza dell’emittente: essere in grado di reggere una determinata fascia oraria da un punto di vista degli ascolti, al di là del talento vocale.

In alcuni casi potrebbe essere la radio stessa a decidere di collocare il conduttore in un orario non eccessivamente determinante per il rilevamento dei dati audiradio. Ed è proprio sulla base dei dati d’ascolto che le radio si adeguano per la pianificazione della nuova stagione; ad esempio, quello estivo è il periodo ideale per tracciare nuove strategie da mettere in campo ai fini magari di un possibile potenziamento dello “share”. Ed è cosi che vi potrebbe essere qualche scambio d’orario tra i diversi programmi della passata stagione o ancora una probabile cessazione della conduzione di uno speaker a cui fa seguito un nuovo reclutamento all’interno dello staff.

Dal fattore legato agli ascolti deriva probabilmente anche la “paura”, da parte degli editori radiofonici, di rischiare nel momento in cui si decide di investire in talentuosi speaker che possano però dare maggiore linfa all’emittente. Detto ciò, secondo voi sarà per l’ “audience” che molte radio oggi scelgono come speaker i personaggi televisivi?

Articolo a cura di Maurizio Schettino