Claudio Astorri stacca la spina per una nuova avventura radiofonica?

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Claudio Astorri stacca la spina per una nuova avventura radiofonica?

Questa mattina mi sveglio con un balzo al cuore. Claudio Astorri stacca la spina? Naaaa, non ci posso credere. Claudio Astorri, uno dei più grandi guru della radio italiana, l'osservatore delle radio per eccellenza,  l'analista super partes dei dati d'ascolto più quotato decide di chiudere il suo pulpito e di dedicarsi ad un solo gruppo editoriale?

Sembra proprio di si, il suo sito è vuoto, o meglio ha solo un ultimo (a quanto pare) messaggio:

"Il momento è giunto. Non si può più rappresentare una funzione di confronto radiofonico "al di sopra delle parti". La crisi avanza, la radio cambia. E' stata una esperienza meravigliosa, molto formativa ma ora il mondo della radio invoca a gran voce convergenza, concentrazione, innovazione e rivoluzione. Gli operatori però frenano, la disponibilità al confronto è assente se non solo difensiva. In queste condizioni non si può aspirare ad essere protagonisti o almeno utili dal proprio laboratorio per una nuova e ulteriore trasformazione epocale che sta per avviarsi.

Dopo essermi messo in proprio già ai miei 30 anni ora che arrivo ai 50 sento in questo frangente il piacere e la necessità profonda di tornare ad aderire ad una sola bandiera, entrare in un gruppo di persone, sentire e condividere nel quotidiano nuovi modi di servire il pubblico e di gratificare gli obiettivi di marketing dei clienti. Superare sì la crisi ma per una sola e chiara bandiera, senza limiti di dimensione o di nazionalità. Comunque sia, dall'interno di una radio o di un gruppo radiofonico. E' ora, stacco la spina".

Questa mossa di Claudio "Paco" Astorri, a pochi giorni dalla "fine del mondo Maya", mi convince sempre di più che dal prossimo anno il mondo non sarà più come prima. Claudio non avrà difficoltà a trovare un grande gruppo editoriale e da quel momento la radio non sarà più la stessa.

In bocca al lupo.
(Attendiamo con ansia la possibilità di intervistarti!!)

Articolo a cura di Giorgio d'Ecclesia