Come afferrare Proteo: la Radio cambia forma ma resiste

Radio News

Come afferrare Proteo: la Radio cambia forma ma resiste

È stata presentata pochi giorni fa da Gfk Eurisko e Ipsos la prima Ricerca di Base “Come afferrare Proteo”, dedicata alla comprensione del fenomeno radiofonico, per dimostrare come la Radio si è adattata al web e ai social network e per analizzare il suo status attuale.

Un’indagine innovativa e complessa che ha coinvolto quindicimila persone, interrogate tra il 13 aprile e il 9 maggio sulle condizioni di salute della Radio,  sulla sua reputazione, sul suo impatto nella società e sui suoi cambiamenti negli ultimi anni; le interviste sono state suddivise tra i due Istituti, dunque un campione di 7.500 casi ciascuno. L’universo di riferimento è la popolazione residente in Italia dai 14 anni in su (52.903.250 individui).

Ne è venuto fuori un quadro positivo, un’immagine di Radio longeva, in forma, amatasoprattutto dai giovani e non scalfita dai media che l’hanno seguita, storicamente parlando. Anzi, pare che ci sia una pacifica convivenza e compenetrazione con tutto l’universo mediatico circostante, con le nuove tecnologie e i nuovi strumenti digitali. Insomma, la Radio rimane capace di resistere ai suoi “rivali” più moderni, che si rivelano piuttosto dei “compagni di viaggio”: rimane il mezzo di tutti, il secondo dopo la televisione (l’84% della popolazione ascolta la radio). E sono soprattutto i giovani, decisamente i più calati in questa realtà digitale, ad apprezzarla.

Nei ragazzi l'ascolto della Radio è in aumento rispetto a 3 anni fa per il 50% di quelli di età compresa dai 14 ai 17 anni e per il 47% dei 18-24enni. Inoltre la quasi totalità di chi ascolta musica digitale (il 90%, circa un quarto della popolazione) ascolta anche la Radio e i giovani lo fanno con maggiore intensità rispetto al passato. A diversi target di età corrispondono anche fasce orarie diverse, in base anche, ovviamente, a stile di vita e attività quotidiane.

Ma quel che appare certo è che la radio si ascolta tutti i giorni tutto il giorno: l’81% lo fa per l’intera settimana, il 18% esclusivamente nei giorni feriali e il restante 1% si limita all’ascolto nel week end. Il ruolo di Internet si rivela, ovviamente decisivo, con  numeri in crescita di coloro che visitano i siti delle emittenti e di coloro che lo fanno per ascoltare lo streaming (rispettivamente 8% e 4% della popolazione).

Ma sono i social network la vera rivoluzione, il nuovo e potentissimo veicolo usato dalla comunità radiofonica contemporanea: il 14% degli italiani entra nelle pagine Facebook delle radio o dei programmi, mentre l'11% è "amico" di una emittente su Facebook.

La ricerca di GfK Eurisko e Ipsos svela anche altri aspetti interessanti circa i supporti tecnologici utilizzati: il 20% degli ascoltatori utilizza sia dispositivi classici sia nuovi. Il 28% dei 14-17enni, il 20% dei 18-24enni e il 15% dei 25-34enni ascolta la radio tramite tablet o smartphone e il dato sorprendente è che il 10% del campione analizzato lo fa anche quando è in casa. I dispositivi mobili garantiscono una grande flessibilità, ma il vecchio apparecchio radio, tuttavia, continua a resistere: pare stia solo cambiando forma e aspetto, come se i suoni e la musica si stessero piano piano spostando su un altro mezzo di trasporto, su un altro veicolo.

Da qui la scelta di inserire Proteo nel nome della ricerca: era una divinità capace di cambiare forma in qualsiasi momento.

Articolo a cura di Giusy Dente