Curiosità radiofoniche: come preparare un CV Radiofonico?

Curiosità Radiofoniche

Curiosità radiofoniche: come preparare un CV Radiofonico?

In molti si sono posti da sempre questo interrogativo, apparentemente banale ma, secondo noi, indispensabile per poter stimolare l’attenzione di un datore di lavoro.

Considerando poi la situazione attuale, non particolarmente positiva per i giovani, risulta indispensabile sapersi presentare nel migliore dei modi per essere così vincenti agli occhi del capo. E anche in radio è così, come in ogni lavoro che si rispetti.

1) L'IMPORTANZA DELLA DEMO: Spesso abbiamo sottolineato l’importanza di confezionare in maniera sapiente un’ottima DEMO in cui sono ben espresse le proprie potenzialità; anche oggi vogliamo ricordarvi che i primi secondi sono fondamentali, sono quelli a spingere un direttore artistico a puntare su quel determinato speaker, fresco di gavetta e ricco di passione.

2) NON TRASCURATE LE RADIO DOVE AVETE FATTO GAVETTA: “Dove hai lavorato? In quale radio?”, queste sono di solito le domande che sin da subito vengono poste all’aspirante conduttore, un modo per capire anche le tipologie di emittenti in cui ha avuto la possibilità di militare: “di programmi” o prettamente “di flusso”, elemento non secondario per capire quale possa essere la giusta collocazione all’interno del palinsesto. Riassumere, quindi, le varie esperienze maturate.

3) NON SIATE PROLISSI: E’ necessario  sintetizzare il tutto in un preciso curriculum vitae, utile per dare un quadro preciso di ciò che effettivamente si è fatto nel corso del tempo. Ciò che conta è essere chiari nella scrittura magari partendo dalle esperienze più recenti sino a quelle iniziali, legate probabilmente anche al proprio percorso studentesco, altrettanto importante da sottolineare. Una descrizione che ovviamente sia in grado di evidenziare la formazione che anche in tale settore ha interessato il candidato, magari con corsi specifici legati alla conduzione radiofonica, al mestiere di fonico o anche quello del giornalista.

Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che i curriculum non li guardano nemmeno. Ne arrivano spesso tanti, soprattutto quando a riceverli, sono quelle radio ambite da tutti.

Forse avete ragione, ma offrire un’immagine di se che sia quanto più professionale possibile, è sinonimo di buona predisposizione al lavoro.

Quindi, presentare un documento che riporti in maniera immediata e sintetica ciò che è stato il proprio percorso, può fare la differenza e far conoscere così ai prossimi, si spera, colleghi, le capacità acquisite, pronte per essere maggiormente sfruttate.

Il consiglio resta però sempre lo stesso: essere umili nella presentazione di se stessi, assenza di autoreferenzialità e continua voglia di imparare, perché spesso è anche il carattere di un singolo a rendere vincente una scelta, assolutamente determinante per il futuro.

Articolo acura di Maurizio Schettino