Diventare Speaker Radiofonico: dizione, respirazione e improvvisazione

Conduzione Radiofonica

Diventare Speaker Radiofonico: dizione, respirazione e improvvisazione

Inutile girarci attorno: fare lo Speaker radiofonico è, oltre un’ esperienza elettrizzante, un lavoro interessante ed ambito da molti. Adolescenti e over-quaranta inclusi. Per dirla in gergo è “una figata”. Ma come si diventa speaker?

La buona notizia è che, per giungere a tale lavoro, la maggior parte delle qualità necessarie sono innate dentro ognuno di noi. “Basterà” saperle tirar fuori con alcuni esercizi pratici. La cattiva è che la natura non ha distribuito in maniera uniforme le doti. Per andare in onda è necessaria una voce gradevole, un lessico chiaro e un vocabolario non indifferente. Lo speaker accompagna le giornate degli ascoltatori. Suscita in loro sentimenti ed emozioni e avere una buona parlantina, unita all’essere spigliati, rende il programma interessante.

Ho posto la stessa domanda a diversi speaker: quali competenze sono necessarie per essere un buon speaker radiofonico? La risposta? Eccola qui: dizione corretta, respirazione giusta e imparare a plasmare la tonalità della propria voce al fine di renderla accattivante, interessante, appetibile per chi è in ascolto.

Il primo vero ostacolo è rappresentato dalla dizione: veniamo da città diverse, con accenti e inflessioni dialettali e influenze linguistiche che non permettono di parlare in italiano corretto. La prima cosa da fare se, come me, venite da località quali la Puglia è imparare la pronuncia giusta di tutte le consonanti (lo sapevate che nella fonetica italiana le vocali sono sette e non cinque?).

La respirazione è un altro requisito fondamentale, perché spesso non respiriamo nella maniera corretta. In questo caso si deve iniziare dall’imparare ad usare il diaframma per avere un buon appoggio di fiato (soprattutto quando si parla per diverso tempo). Importantissimo è non arrivare mai col “fiato corto” nel mezzo di una frase. Renderebbe sgradevole l’ascolto e poco chiaro il concetto che state tentando di esprimere. La respirazione corretta viene insegnata insieme alla dizione. Sono inscindibili per avere le carte in regola per sfondare in radio.

Esistono tante declinazioni di “speaker” ed è chiaro che più competenze si hanno e più sarà facile arrivare alla meta. Improvvisare va bene ed è ovvio che per farlo bisogna essere informati sull’argomento di cui si parla. A proposito di argomenti: non dimentichiamoci che in primis la radio diffonde musica per cui essere dei profondi conoscitori dell’argomento è indispensabile. Gli altri che risultano vincenti sono l’attualità, la cronaca e la politica e saperli intersecare tra loro e collocarli nel tempo, sono altri requisiti fondamentali.

Lo sport, soprattutto il calcio in Italia, è un “jolly”. Un argomento di cui si parla sempre. E proprio perché se ne parla sempre (ed è sulla bocca di tutti), bisogna essere particolarmente bravi a conoscere l’argomento e a saperlo porre sotto un taglio interessante. A quanti chiedono cosa studiare per fare di questo mestiere la propria professione, va detto che le cose non sono ben definite. Un percorso di studi specifico in Italia non esiste.

E’ tuttavia consigliabile, per cultura personale, dopo il liceo intraprendere studi come Lettere o Scienze della Comunicazione o seguire corsi di Giornalismo. Ottimi sono i corsi specializzati in Giornalismo Radiofonico e corsi di Dizione con insegnanti esperti e competenti. Se poi volete essere il top, imparare ad usare le strumentazioni tecniche di uno studio di registrazione come quello radiofonico, fa di voi un vero e proprio asso del microfono!

Articolo a cura di Antonio Selicato