Conduzione Radiofonica: in Piedi o Seduti davanti al Microfono?

Conduzione Radiofonica

Conduzione Radiofonica: in Piedi o Seduti  davanti al Microfono?

Rileggendo uno dei preziosissimi articoli di Radiospeaker sulla conduzione radiofonica, ho iniziato a riflettere sulle modalità con cui si può condurre un programma in radio, nello specifico se in piedi o da seduti. Questo è un interrogativo molto importante che divide spesso gli speaker in due fondamentali gruppi o correnti di pensiero: chi ama fare la diretta in piedi e chi invece preferisce stare seduto su una sedia o uno sgabello.

Ciò che mi interessava, nello specifico, era analizzare i “pro” e i “contro” di questi modi di condurre, non solo dal punto di vista “tecnico”, ma soprattutto dal punto di vista di chi fa radio e ha spesso avuto modo di confrontarsi con altre persone in merito a questa tematica. La doverosa premessa da fare è una: molto spesso, a prescindere dalla modalità preferita da ciascuno di noi, a far la differenza, rendendo necessaria una conduzione in piedi o, viceversa, da seduti, è il tipo di programma che si sta facendo, la durata o anche la strumentazione che si ha a disposizione (parlo di modello di microfono, ma anche di tipologia di sedie e tavoli negli studi della diretta).

Per fare alcuni esempi, se la sedia che avete a disposizione è simile a quella di casa o da ufficio, allora può essere più difficile parlare da seduti, in quanto ci possono essere difficoltà nel tono della voce. Diverso è se ci sono degli sgabelli piuttosto alti a cui appoggiarsi. Anche in questo caso però, non si tratta solo di “sedie”, bisogna anche fare i conti con l’altezza del tavolo su cui ognuno di voi può tenere fogli, quotidiani, cd, appunti. Si può infatti anche avere a disposizione uno sgabello, ma se il piano a cui appoggiarsi è basso, la sua utilità risulta praticamente nulla e viceversa.

Non bisogna dimenticarsi di fare i conti con la posizione del/dei microfoni. In molte radio la loro collocazione è fissa e in questi casi, laddove non risulti possibile alzarli o, viceversa, abbassarli, è lo speaker a doversi posizionare in piedi o seduto a seconda dei casi.

Detto ciò, la corrente di pensiero di coloro che preferiscono condurre da seduti, porta come motivazioni a sostegno della propria tesi, il fatto che su una sedia si riesce a ragionare meglio, si è più riposati, ci sono più concentrazione e tranquillità. Coloro che preferiscono condurre in “posizione eretta” sostengono che un punto fondamentale per chi fa radio, è quello di essere sempre carichi, vitali, allegri, in grado di trasmettere a chi ascolta una serie di sensazioni ed emozioni, che solo in piedi si riescono a dare.

Ovviamente ho provato a sentire differenti “pro e contro” in merito a queste due modalità di conduzione. C’è chi sostiene che da seduto sia più difficile parlare, sia più facile diventare noiosi e pesanti e si rischi di incappare nel pericolo che lo speaker stesso venga preso da un po’ di sonnolenza, specie se va in onda la sera o la mattina presto.

Invece coloro che non amano la conduzione in piedi, sostengono che il rischio è che diventi stancante (specie se il programma dura alcune ore) oppure che molte persone, in questa posizione, cominciano a muoversi e a gesticolare mentre parlano col pericolo che, se la strumentazione non è perfettamente adeguata, anche la qualità audio non risulti delle migliori.

Quello che posso dire dal mio punto di vista, è che non sono mai riuscito a condurre un programma da seduto, soprattutto perché provando mi sono accorto di avere molte difficoltà nel tono della voce, ma anche perché, facendo radio, vorrei trasmettere energia e gioia a chi mi ascolta, cosa che posso fare solo se ho completa libertà di movimento.

Devo però anche ammettere che, pur non essendo certamente un lavoro o una passione equiparabile a chi va a lavorare in miniera, certe volte, facendo un programma di due ore senza aver mangiato qualcosa da un po’ di tempo, mi è accaduto di sentirmi stanco o poco lucido, perché non bisogna dimenticarsi che la radio è sì divertimento, ma può anche essere fatica fisica e mentale.

Quello che mi piacerebbe sapere da voi è quindi che idea avete in merito alla conduzione radiofonica in piedi o da seduti? Quale preferite? Che vantaggi o svantaggi si possono avere e avete avuto scegliendo o provando l’una o l’altra?

Articolo e foto a cura di Mattia Savioni