Le differenze tra lo Speaker Radiofonico e il Vocalist

Conduzione Radiofonica

Le differenze tra lo Speaker Radiofonico e il Vocalist

L’improvvisazione e una mancanza di preparazione alla base, potrebbero essere le prime cause di un lavoro non soddisfacente e professionale. Se a questo si aggiunge l’incapacità di comprendere la distinzione che sussiste tra i vari ruoli lavorativi, la situazione peggiorerebbe. Su quest’ultimo punto, sarebbe opportuno far chiarezza, cercando di capire quali sono gli elementi che rendono, ad esempio, indipendente la conduzione radiofonica da quella strettamente legata al ruolo di vocalist, magari in discoteca.

Una differenza tra i due ambiti che spesso viene confusa da alcuni speaker, in particolar modo da quelli provenienti dall’universo “by night”. Potrebbero essere proprio loro infatti, a trasferire in radio la tipica conduzione , “animata”, di un sabato sera. Ciò non vuol dire vietare ad uno speaker “nato” vocalist, di condurre in un contesto puramente radiofonico, ma nello stesso tempo egli dovrebbe comprendere in primis le diversità tra le due circostanze.

Infatti, le divergenze tra i due rami della conduzione investono proprio la metodologia e l’approccio al microfono che inevitabilmente è legato anche al “target” verso il quale si è rivolti. Se da un lato la figura del vocalist gode della presenza fisica di un pubblico prevalentemente giovanile, dall’altro la conduzione radiofonica deve essere in sintonia ed adeguarsi ad una fetta di ascoltatori, la cui età potrebbe essere variegata. Da qui deriva lo stile di conduzione che, nel caso del vocalist, è legato maggiormente alla spontaneità o alla “goliardìa”, unito ad un tono vocale alto e strettamente finalizzato ad un puro coinvolgimento che potrebbe prevedere anche l’uso di una parola “di troppo”.

Completamente opposto è l’approccio da parte dello speaker radiofonico, il quale, rivolgendosi ad un numero di persone potenzialmente enorme, dovrebbe assumere un tono composto e maggiormente corretto, evitando cosi un’alternanza di toni che potrebbe infastidire l’ascoltatore più maturo tanto da indurlo a cambiare frequenza.

Ma le differenze principali, vertono inevitabilmente anche sulla tempistica. Gli strettissimi “tempi” radiofonici impongono lo speaker ad essere sintetico e preciso nell’esposizione dei contenuti oltre ad avere una buona tecnica nell’annuncio e disannuncio dei brani musicali; a tutto questo è estraneo il lavoro del vocalist che, seguendo il ritmo musicale proposto dal Dj in consolle, mira ad “animare” il pubblico presente, senza essere condizionato da un “clock” radiofonico.

Insomma, partire da un’esperienza in veste di vocalist, potrebbe essere utile per abbattere quella timidezza che oscurerebbe le proprie potenzialità,ma guai a confondere o a reputare simili i due ruoli; forse sarebbe opportuno capire il tipo di conduzione per la quale ci si sente più preparati, in questo modo si eviterebbe di peccare di professionalità o di presunzione nei confronti di ascoltatori molto attenti.

Ma come si può diventare Speaker Radiofonici?

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Insegnante di Milano: Simone Maggio - Conduttore radiofonico di Radio Italia e già conduttore presso Radio Monte Carlo Radio Norba, Radio Manbassa, Play Radio, Radio Rama e Radio Studio 104. Fino al 2012, direttore artistico di Radio Rama. Ha maturato esperienze televisive per Manbassa Tv, Telenorba, Rai uno, X Factor - Rai 2. Simone Maggio è anche Presentatore tv, animatore, vocalist e doppiatore pubblicitario per brand come Invicta, Mediaworld, Yomo, Banca Carige, Younger & Bresson, Geox, Leggo, Saturn, Banca Intesa.

Da parte loro, consigli e utili suggerimenti per fare del proprio divertimento una seria professione!

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