Fare il Direttore Artistico di una Radio: un Lavoro non sempre semplice

Curiosità Radiofoniche

Fare il Direttore Artistico di una Radio: un Lavoro non sempre semplice

La sera è davvero preziosa per chi, come me, può utilizzare questo tempo per dedicarlo alle sue grandi passioni. Così trascorro le serate in cui non sono in radio ad ascoltare programmi andati in onda durante la giornata, a sentire le novità musicali del momento ed anche, quando capita, a leggere qualcosa che parli dell’universo radiofonico (siano essi libri, riviste, oppure gli articoli sempre interessanti di Radiospeaker.it scritti dai colleghi). Spesso leggo anche molti blog che parlano di radio ed ovviamente, tra questi, non può mancare quello di Linus, direttore artistico di radio Deejay.

Pur non essendo prettamente un blog che ha come unico “filo conduttore” quello della radio, capita spesso che si possa trovare qualche riga che parli proprio di questo mezzo di comunicazione. Oggi ho trovato scritto qualcosa che ho ritenuto molto interessante perché, come si può leggere qui, affronta un tema magari dai più sottovalutato o difficilmente preso in considerazione, ma che in realtà è tutt’altro che banale o trascurabile.

Per una volta ho provato a mettermi “dall’altra parte”, ovvero nella posizione di chi ha in mano le redini di una radio e deve prendere delle decisioni, consapevole del fatto che a priori risulta abbastanza imprevedibile poter capire se una scelta piuttosto che un’altra nel collocare uno speaker in una nuova fascia oraria sia vincente o meno. E questo è solo uno dei tanti esempi che si possono portare.

Pensate a quanto possa essere difficile sperimentare nuove coppie radiofoniche, per esempio, o investire su un nuovo speaker, oppure, ancora, chiedergli di cambiare tipo di programma o di apportare delle modifiche all’interno della sua trasmissione. Insomma sì, mi sono reso conto che fare il direttore di una radio non è assolutamente un’impresa da poco o così facile. Molti di noi, che magari fanno gli speaker in radio più o meno importanti, spesso faticano a capire determinati tipi di scelte, ma dobbiamo pensare che non tutto è così semplice come sembra e soprattutto, quando si ha a che fare con il pubblico, la maggior parte delle volte i risultati sono assolutamente imprevedibili.

Pensate anche, semplicemente, a tutte le volte che (come ho fatto spesso anche io) vi siete interrogati fino allo sfinimento criticando la scelta dello spostamento (in termini di orario) o del cambiamento (dal punto di vista della conduzione) del vostro programma radiofonico preferito. Oppure pensate a quando, da speaker, vi trovate di fronte ad una novità che vi viene proposta dal direttore della radio per cui lavorate. Non deve essere facile prendere delle scelte e gestire un gruppo di speaker (siano essi professionisti o meno), ne deve essere semplice gestire una radio.

Farlo e saperlo fare non è da tutti. Credo si debba avere, da un certo punto di vista, quella sana “pazzia” che può certamente aiutare, oltre a quell’incoscienza e all’amore del rischio che probabilmente sono qualità indispensabili per chi lavora in questo campo. Serve anche molta fermezza e capacità di perseguire un obiettivo che, se mancato, tutti saranno subito pronti a criticare.

Quali sono le vostre esperienze in merito? Vi capita spesso di confrontarvi con il direttore della radio per cui lavorate? Siete in sintonia col suo modo di fare oppure no? Ci avete mai discusso? E voi direttori che leggete, volete raccontarci come si vive questa esperienza difficile, ma altrettanto bella della direzione di un’emittente radiofonica?

Articolo a cura di Mattia Savioni