Doctor Feelgood e Gerry Romano raccontano a Radiospeaker il ritorno su Virgin Radio.

Interviste

Doctor Feelgood e Gerry Romano raccontano a Radiospeaker il ritorno su Virgin Radio.

I personaggi in questione non hanno bisogno di grandi presentazioni; Doctor Feelgood e Gerry Romano sono i protagonisti di uno dei morning show più amati in Italia e dal 29 settembre sono tornati in onda per la gioia dei loro numerosissimi fan. “Buongiorno Doctor Feelgood” (in onda dal lunedì al venerdì, dalle 7:00 alle 10:00) è un mix di energia rock, informazione musicale, attualità e cultura. Abbiamo avuto il piacere di intervistarli ed ecco cosa ci hanno raccontato:

Buongiorno Gerry e buongiorno Doctor Feelgood, che è anche il nome della vostra fortunatissima trasmissione. Come si costruisce uno show radiofonico di successo?

  • Doctor Feelgood: “Mettendo in piedi un gruppo che coinvolga gli autori, lo staff della programmazione e dei tecnici molto validi. Io e Gerry facciamo la nostra parte; lui è un giornalista a 360 gradi, io cerco di valorizzare l'aspetto musicale e in questo modo riusciamo ad affrontare argomenti di ogni tipo e natura”.
  • Gerry: “Per quanto mi riguarda le componenti sono tre: affiatamento di squadra, fantasia e metodo”.

Il vostro show è incentrato sulla cultura, musicale e non solo. Quanto sono importanti per uno speaker? Nella radio di oggi si dà sufficiente spazio a tutto questo?

  • Doctor Feelgood: “Su Virgin radio non potrebbe essere altrimenti, dato che si punta molto sull'aspetto musicale. Credo di saperla abbastanza lunga e per forza di cose “vomito” tutti i giorni montagne di informazioni, che gli ascoltatori apprezzano molto”.
  • Gerry: “La radio dovrebbe un po' ripensare se stessa, seguire meno gli istinti delle persone che ascoltano ed essere più guida per loro, quindi riscoprire la sua funzione pedagogica. Questo è cultura, ed è un po' quello che facciamo noi”.

L'impressione che ho ricevuto è che oltre ad essere molto amati, siate estremamente rispettati dai vostri ascoltatori. Come ci si guadagna la stima del pubblico?

  • Doctor Feelgood: “Faccio radio dal 1978, e il fatto che io abbia portato avanti questa passione non in modo professionale, cioè non campandoci, per oltre trent'anni, mi ha permesso di crescere senza condizionamenti e di esprimere pienamente la passione per quello che faccio. Questo a un certo punto è diventato professione, e, se non sembro presuntuoso, credo che anche Virgin radio ne benefici”.
  • Gerry: “Il rispetto degli ascoltatori si guadagna non mentendo, non arruffianandosi le persone e ricordando soprattutto che bisogna, a nostra volta, rispettare chi ci ascolta. E poi ricordare un'altra cosa: il rispetto si costruisce in anni di lavoro, ma per distruggerlo può bastare un minuto”.

Avete uno stile molto caratteristico. Quando uscite dal lavoro ed entrate nei panni del “consumatore”,  cosa vi piace ascoltare?

  • Doctor Feelgood: “La mia esperienza è sempre stata molto diretta. Non ho mai ascoltato moltissima radio, anche se riconosco che in onda ci sono sempre stati dei grandi conduttori. Credo che sia la musica a spingermi ad ascoltare la radio, pertanto non posso dire di aver avuto dei punti di riferimento veri e propri. C'è stato Carlo Massarini, ci sono delle voci importanti che hanno fatto della cultura musicale la loro ragione principale. Semplicemente su questo ho basato la mia esperienza: cercando di trasmettere la mia passione”.
  • Gerry: “Al momento mi manca un personaggio come Arbore. É stato un caposaldo, ma Arbore è un elemento a sé stante. Ci vorrebbe un personaggio di gran carisma come lui. Per quanto riguarda ciò che ascolto, amo i programmi serali e notturni di radio Rai. Soprattutto “battiti” che va in onda su radio Rai 3”.

 

A proposito di radio intesa come strumento per ascoltare musica...Secondo voi si potrebbe osare di più in ambito di programmazione musicale?

  • Doctor Feelgood: “Si potrebbe? Si dovrebbe! Siamo ormai a un livello tale per cui il marketing è diventato di primaria importanza anche per strutturare e organizzare un'emittente radiofonica e la sua programmazione. Ma in termini generali, parlo dell'Italia in generale, ci vorrebbe maggiore coraggio. Abbiamo il dovere e la responsabilità di far crescere e divertire, ma soprattutto far crescere, il pubblico”.
  • Gerry: “Sarebbe bello se anche soltanto in una parte del palinsesto quotidiano delle radio si potesse avere un giardino di libertà dove svincolarsi dalle logiche della discografia, e come trent'anni fa, fare in modo che i disck jockey possano decidere cosa mettere in onda. Mi rendo conto che è una cosa di questi tempi difficile, ma io vagheggio i tempi in cui il disck jockey non solo sceglieva i dischi ma citava anche l'etichetta discografica. Era una cosa molto statunitense; quando facevo radio da giovane riuscivo ancora a farlo, ora non si può”.

Un'ultima domanda: ditemi il vostro disco e il vostro libro preferito.

  • Doctor Feelgood: “Non te lo dico! Ho a casa più di 6.000 dischi e quasi 400 libri di musica. Leggo riviste musicali da quando ho quindici anni e adesso ne ho cinquantadue. Sono sempre stato aperto ad ascoltare diversi generi contemporaneamente, con la predilezione per un genere in particolare in rapporto alla mia crescita e alla mia evoluzione, man mano che il mio bagaglio culturale andava facendosi più ricco. Ho amato l'Elvis anni '50 e quello anni '70, ma tra i due c'è un mare di differenza. Amo il country tradizionale e quello più progressivo. Quindi non riesco a dirtene uno. Giuro che non ci riesco!
  • Gerry: “The dark side of the moon, e Siddharta (romanzo di Herman Hesse del 1922)”.

 

Articolo a cura di Fabrizio Pascale