Doris Zaccone di Radio Capital raggiunta in Malesia da RS.it

Interviste

Doris Zaccone di Radio Capital raggiunta in Malesia da RS.it

Radiospeaker.it incontra la voce di Doris Zaccone, guida quotidiana di viaggi “in the world”, in onda sulle frequenze di Radio Capital dal lunedì al venerdi dalle 12 alle 13. Un legame con gli ascoltatori ampiamente consolidato, che fa del suo programma un momento di confronto con questi ultimi, i quali diventano promotori di interessanti esperienze, avvenute magari in straordinari contesti geografici. Una conduzione radiofonica strettamente connessa a continue spedizioni in giro per il mondo,non a caso, Doris ci parla dalla Malesia, nel corso di una delle tante tappe organizzate in collaborazione con Lonely Planet Italia. Curiosità, iter artistico e tanta voglia di viaggiare…..tutto questo, nella nostra intervista! Pronti? Si parte….

Puoi descriverci il lavoro preparatorio che, in sinergia con il tuo staff, c’è dietro alla realizzazione del programma?
Sostanzialmente lo staff è composto da me e Gianni Faluomo che posso considerarlo come la mia mente, il mio braccio, il mio confessore; la redazione è questa, ma la grande fortuna è avere ascoltatori che diventano anche parte attiva del programma; oltre ad ascoltarci, ci indirizzano verso italiani che sono all’estero o storie interessanti da scovare, insomma la redazione è fatta anche da una community attiva, anzi ne approfitto per ringraziarla.

Quali sono state le difficoltà che hai dovuto fronteggiare nel corso della tua carriera da speaker?
Sicuramente difficoltà di ogni genere che credo siano molto simili a quelle che ciascuno di noi possa avere nel proprio ambito lavorativo, soprattutto quando magari si tratta di un lavoro artistico in cui tutto dipende dal gusto degli altri: oggi si può essere particolarmente stimati, successivamente, con il cambio del direttore, si finisce per essere relegati ad una fascia oraria periferica. Le difficoltà sono queste, non vi è una certezza lavorativa, considerando,poi, che essa oggi manca anche nell’ambito scientifico; il lavoro da libero professionista della radio è un precariato molto di lusso, dipendiamo da tante variabili, che sono difficilmente controllabili.

Ti è mai capitato di rivolgere una “confidenza” speciale agli ascoltatori?
Si, sono nate delle vere e proprie amicizie, lo so che fa molto radio anni “70, anzi è anche un po’ pericoloso perché ci sono degli stalkers in giro, però essendo tutti i giorni e per diversi anni al microfono della stessa emittente, diventa normale che si creino dei rapporti speciali tra lo speaker e gli ascoltatori, per cui mail dopo mail, con qualcuno più “speciale” di altri, si crea un’amicizia, a cui segue un incontro presso gli studi della radio. Anzi, vi sono ascoltatori che, dal tono della voce, riescono a capire lo stato d’animo dello speaker, perché magari seguono il programma con maggiore interesse, potrei farti venti nomi ma indubbiamente è una cosa che succede frequentemente.
Ascolta qui l'audio dell'intervista a Doris Zaccone di Radio Capital:

Intervista a Doris Zaccone di Radio Capital by radiospeaker.it

Se dovessi scegliere uno speaker, quali sono le caratteristiche che prediligeresti?

Secondo me, il giovane speaker che stupirà tutti è Gianni Faluomo, è molto bravo, infatti ha la “testa” che è la prima cosa importante e il cuore; stare davanti al microfono significa avere un’opportunità ma anche una grandissima responsabilità e quindi avere la “testa” vuol dire argomentare con la dovuta preparazione e cultura, qualunque sia la radio per la quale ci si propone, di flusso o di tipo contenutistico. Il cuore, poi, perché la radio è un mezzo estremamente “sincero”, non ci sono le luci o i montaggi di inquadrature che possano “salvare” il conduttore, in radio c’è solamente la voce, che mente raramente e permette di dare un immagine, senza filtri, della persona che è al microfono. Per il resto, solo tanta fortuna, siamo un po’ dei privilegiati e quindi bisogna avere qualcuno che creda in noi.

Credi che oggi, da parte delle grandi emittenti, ci sia una chiusura rispetto all’inserimento di nuove voci?
Forse la chiusura c’è sempre stata; con molto rammarico credo che gli editori radiofonici e i direttori non brillino per coraggio, soprattutto in Italia. Quindi è meglio un personaggio televisivo, già conosciuto, anche se non aggiunge nulla, anziché uno sconosciuto bravissimo che ha il dono della dialettica; secondo me, questa è una cosa terribile, ma dall’altro lato sono convinta che la radio non morirà mai e credo che le radio sul web possano essere una “palestra” importante per i ragazzi , molti dei quali li conosco grazie alle accademie che frequento, tra l’altro ci mettono tutto l’impegno possibile per formarsi al meglio, in questo modo penso che possano dimostrare agli editori e/o direttori delle grandi radio, che una possibilità va data.

Il viaggio più bello che hai “vissuto” con i tuoi ascoltatori?
Tutti. Per quanto riguarda il mio programma, gli ascoltatori sono di due tipi: vi sono quelli che incontriamo realmente nei nostri viaggi, insieme a Lonely Planet Italia,per questo straordinario progetto denominato “Capital In The World, In The World”, si tratta di persone che ci ascoltano quotidianamente da Capetown, piuttosto che da Reykjavík o da Oslo, il più delle volte sono in diretta con noi per raccontarci straordinarie esperienze. Grazie alle spedizioni in giro per il mondo, abbiamo la possibilità di conoscere gli ascoltatori dal vivo ed è una cosa particolarmente emozionante, soprattutto quando ci si trova fuori dai propri confini,infatti con essi si creano legami molto forti, all’interno di una dimensione “sospesa” ,come quella del viaggio.

Poi abbiamo gli ascoltatori quotidiani dall’Italia, insomma quelli che “viaggiano” insieme a noi, pur stando fermi al loro posto di lavoro ed anche con loro ci appassioniamo delle medesime cose. Quindi non saprei scegliere in particolare il viaggio più bello, però gli italiani che incontriamo in giro per il mondo hanno sempre delle storie molto particolari da raccontare.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it ?
Ne penso ogni bene; secondo me la radio è un mezzo che va coccolato, del quale si sa sempre molto poco, voi fate un ottimo lavoro, vi ringrazio per l’attenzione che ci date e moltiplicatevi.

Articolo a cura di Maurizio Schettino