Le Emittenti "Storiche" ancora in vita: una realtà da valorizzare

Curiosità Radiofoniche

Le Emittenti "Storiche" ancora in vita: una realtà da valorizzare

Diverse peripezie mi hanno portato, nei giorni scorsi, a presentarmi ad un colloquio in una radio milanese di cui ho scoperto per caso (come spesso accade) l’esistenza. Mai avrei immaginato che a pochi metri dalla sede della RAI e degli studi di un altro noto Network, ci fosse un vero e proprio “pezzo di storia” della radio italiana.

Giunto al luogo dell’incontro, davanti ad un palazzo storico milanese, non ho esitato a suonare il campanello. Ad accogliermi un signore molto simpatico, Guido, che mi ha condotto attraverso una scala, al piano interrato dell’edificio. Dopo un primo momento in cui mi sono chiesto dove mi stesse portando, ecco aprirsi una porta dalla quale proveniva una luce… Pensandoci a posteriori, percorrendo gli scalini uno dopo l’altro, mi sentivo quasi un esploratore, come nel film “Indiana Jones e l’ultima crociata” ed infatti le similitudini non erano finite lì, perché una volta entrato nella sede della radio la sensazione è stata proprio quella di avere scoperto “il santo Graal”, un tesoro di inestimabile valore ed importanza nascosto nei locali di una Milano sotterranea.

Probabilmente chi ama la radio e la musica mi potrà capire. Non potete immaginare lo spettacolo manifestatosi davanti ai miei occhi dopo avere oltrepassato quella soglia! Centinaia, migliaia, insomma, un numero inquantificabile di vinili e cd, tutti rigorosamente ordinati e archiviati in maniera meticolosa, secondo un ordine ben preciso di anni e di artisti. Reperti di un passato meraviglioso e pezzi di presente che insieme si univano per dare vita ad un ambiente spettacolare.

Guardando i poster e le locandine mi sentivo come dentro ad un altro film che certamente conoscerete: parlo di “I love radio rock”. L’ambientazione era infatti molto molto simile. Immaginatevi una serie di spazi molto ampi con scaffali pieni di storia della musica, il tutto unito a locali per la diretta e per la post-produzione. Dovunque mi girassi si aprivano di fronte a me pezzi di epoche ed anni passati. Ed infatti questa emittente esiste più o meno dagli anni ’70, anche se un tempo aveva frequenze in FM mentre poi, per cause di forza maggiore, ha deciso di trasmettere da web dotandosi anche di telecamere per riprendere la diretta radiofonica.

A far sì che questo posto spettacolare continui a vivere ci sono proprio Mauro e Guido, che la radio l’hanno vista nascere e l’hanno fatta, quando ancora a Milano ed in Italia non era esploso il fenomeno delle grandi emittenti di oggi. “Non è facile”, mi raccontavano loro, ma ben impressa nella mente mi è rimasta una frase del nostro colloquio: “senza la passione sarebbe impossibile poter fare radio” e ancora “la radio puoi anche metterla da parte per diverse circostanze che capitano nella vita, ma se hai passione prima o poi ritorna, non la puoi lasciare”.

E così ho pensato a come sia strano che tra i muri spessi di un piano interrato vicino a corso Sempione potesse esistere un luogo tanto affascinante e credetemi, quando ho provato la strumentazione mi sono davvero reso conto di quanta differenza ci sia tra l’accendere il microfono in un posto del genere, rispetto al farlo in uno spazio anonimo come un ufficio, o ancora la stanza di una casa.

Certo, qualcuno di voi obietterà che quello è il futuro, il web, la tecnologia, il poter trasmettere dove si vuole, quando si vuole, ma credetemi: sfido chiunque di voi a non preferire un ambientazione del genere! Ed allora l’altra riflessione che ho fatto è stata proprio questa. E’ vero, si parla di tutela dei beni culturali, di valorizzazione di monumenti storici, ma perché anche posti del genere non meritano di essere premiati o valorizzati? Perché un posto come questo (e sono certo che ce ne sono molti altri) non deve e non può essere riconosciuto come un vero e proprio “bene” dalle Istituzioni e pertanto aiutato (crisi permettendo, ovviamente)?

Sono certo che, come me, anche qualcuno di voi può parlarci di altri posti fantastici come quello da me descritto. E allora forza, facciamo un censimento delle radio che andrebbero valorizzate!

Articolo a cura di Mattia Savioni