"Il Volo del Mattino": Fabio Volo, ne parla ai lettori di Radiospeaker.it

Interviste

"Il Volo del Mattino": Fabio Volo, ne parla ai lettori di Radiospeaker.it

In questi ultimi giorni, Radiospeaker.it, ha avuto occasione di incontrare personalmente Fabio Volo ad una settimana dall'apertura della sua nuova stagione radiofonica con il “Volo del Mattino”, programma in onda ogni giorno dalle 9.00 alle 10.00, sulle frequenze di Radio Deejay.

Per inaugurare la ripresa del programma, lunedì 28 novembre, sceglie le parole che Tiziano Terzani rivolge al proprio figlio, tratte da “La fine è il mio inizio”, dove vi si descrive quanto e in che modo il potere economico sovrasti la capacità d'essere dell'uomo. A seguire un breve intermezzo con “Buongiorno a te” di Luciano Pavarotti con cui saluta e si ricongiunge ai suoi ascoltatori, per poi passare ad un remix “Stay Ungry, Stay Foolish” in ricordo di Steve Jobs.

Questa la sua personale modalità con cui da sempre tocca l'attualità e in questa occasione, con cui ripercorre i principali fatti che sono accaduti nei mesi di pausa presi dal programma. Prosegue l'avventura del “Volo del Mattino” e così Fabio Volo autore, scrittore, conduttore radiofonico-televisivo e doppiatore si racconta ai lettori di Radiospeaker.it...

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Ci saranno delle novità nella nuova stagione del Volo del Mattino?
L'unica novità è che i passi dei poeti che leggo o comunque le cose più importanti le ho messe in testa al programma, oltre che a metà; però non c'è una progettualità precisa, perchè utilizzo sempre ciò che mi accade: ad esempio, da una semplice telefonata può nascere una cosa che io porto avanti per dei giorni. Cambierà semplicemente la musica, che sarà più contemporanea rispetto ai super classici utilizzati negli anni passati; per il resto le cose nascono giorno dopo giorno.

Hai mai fatto “gaffe” in radio?
No, non credo di averne fatte, perchè non c'è molta differenza per me da quando il microfono è acceso o spento, nel senso che parlo in onda allo stesso modo in cui parlo nella vita. Non mi è mai capitato di dire cose e di pentirmene. Ho avuto dei problemi a seguito di alcune affermazioni che riguardavano la politica, ma nulla di pericoloso.

Quali versi assoceresti all'emozione di fare radio?
Sono i versi di una poesia che recita: “Mio cuor monello e giocondo, che ride pure anche nel pianto, mio cuor bambino che tanto felice d' esistere al mondo”. Questo mi riporta all'emozione di fare radio, perchè io vado lì al mattino con una sorta di cuore bambino.

Articolo a cura di Catia Demonte