Come vi piace fare un Programma Radiofonico: in coppia o da soli?

Conduzione Radiofonica

Come vi piace fare un Programma Radiofonico: in coppia o da soli?

Tra i tanti interrogativi che ruotano intorno al mondo della radio e di chi fa lo speaker (ma che riguarda anche gli ascoltatori), questo è certamente uno dei più interessanti. Sicuramente ci sono diversi punti di vista e differenti tipi di pensiero, con delle interessanti motivazioni annesse.

Inizialmente la radio era fatta più da singoli speaker che parlavano al microfono, solo col passare del tempo e con l’avvento dei grandi network, negli ultimi decenni hanno incominciato a diffondersi programmi condotti da due (ma anche più) persone. Ho sempre cercato di analizzare in maniera oggettiva questo aspetto ma ogni volta, purtroppo, non sono riuscito a distaccarmi completamente dall’esperienza personale. Innanzi tutto credo che, a prescindere dal fatto che si faccia radio in coppia o da soli, in entrambi i casi si tratta di una cosa davvero favolosa e divertente, che dà grandi stimoli e molte soddisfazioni.

Detto questo, sono del parere che ognuno di noi ha inevitabilmente in base al tipo di programma che vuole fare e alla sua personalità, la propensione a condurre da solo o con altre persone. Mi è capitato moltissime volte di sentire pareri contrastanti. Chi è da solo sostiene che sia più difficile condurre, perché il fatto di non avere una spalla o un appoggio durante l’intera trasmissione pesa. Insomma, bisogna sempre essere al 100%, a differenza di chi è in coppia che può sempre contare su un appoggio in caso di “defaillance” (questo è quel che si dice).

Viceversa, chi conduce in coppia sostiene che sia molto difficile trovare gli equilibri, le tempistiche per interagire e raccontare qualcosa durante la diretta. La possibilità di cadere in facili errori è sempre dietro l’angolo. Tra questi, quelli che vengono citati come esempi, sono principalmente due: il parlare contemporaneamente (con una voce che sovrasta l’altra) e l’inevitabile rischio di discutere in diretta dei fatti propri, come se i due speaker fossero amici che si trovano al bar per raccontarsi le vicende personali (tralasciando completamente l’interazione con gli ascoltatori).

Non credo si possa oggettivamente dire se sia più facile o difficile condurre da soli o in coppia. All’apparenza sembrerebbe facile condividere il punto di vista di chi, da solo, deve a fatica portare avanti uno show con la sua sola voce. In realtà, provare per credere, anche la conduzione in coppia è ricca di insidie ed è davvero dura trovare la giusta sintonia che renda gradevole l’ascolto di un programma. Nel mio caso, sin da quando qualche anno fa ho incominciato a trasmettere ho sempre preferito farlo in coppia con un altro speaker (sempre lo stesso).

A mio modo di vedere un programma di intrattenimento riesce meglio se condotto da due persone, in quanto già nel tipo di approccio alla trasmissione si riesce a dare il senso di una conversazione in cui più persone possono parlare (in modo tale che l’ascoltatore si senta immediatamente coinvolto e non “fuori luogo” quando interviene). Credo inoltre che sia più stimolante e aiuti molto, perché trasmettendo in coppia ci si può dare “la giusta carica” a vicenda. Vedo invece la conduzione singola come più adatta a programmi musicali o di informazione.

Naturalmente dico ciò pur sapendo che al giorno d’oggi esistono favolosi programmi di intrattenimento condotti da singoli speaker e viceversa, programmi musicali o di informazione condotti in coppia.

E voi, in base alla vostra esperienza cosa ne pensate? E’ più difficile condurre da soli o in coppia? Preferite o preferireste fare un programma radiofonico vostro o con qualcuno al fianco? Pensate che ci possa essere un legame tra il tipo di programma che viene messo in onda e il numero di speaker che lo conducono?

Come sempre, a voi la parola…

Articolo a cura di Mattia Savioni