Le Fasce Orarie Radiofoniche: l'uso del tempo

Curiosità Radiofoniche

Le Fasce Orarie Radiofoniche: l'uso del tempo

E’ lui a dominare o in alcuni casi siamo noi a prendere il sopravvento su di esso: stiamo parlando del tempo. Non quello strettamente meteorologico, ma ci riferiamo alle canoniche 24 ore che spesso non bastano per adempiere alle varie faccende che ci riguardano, lavorative e non. In alcuni casi, si desidererebbe  avere una giornata molto più ampia in cui si possa dedicare anche qualche piacevole ora al totale relax.

Ma nella vita tutto ormai è scandito dal tempo: impegni lavorativi, familiari etc. condensati e frutto di un “tram tram” quotidiano a volte soffocante, in cui ogni minuto diviene fondamentale per far sì che tutto si possa svolgere nel migliore dei modi. Ed è anche e soprattutto la radio ad essere “vittima”di una tempistica, strettissima, alla quale tutto lo staff deve adeguarsi, in modo particolare gli speaker che, tra annunci e disannunci vari, devono badare ad un “clock” particolarmente strutturato.

Ogni radio, come abbiamo spesso riportato, gode di un proprio palinsesto, la cui organizzazione si basa sulle varie tipologie di format (“morning show”, “drive time” etc…), ad esse corrisponde una fascia oraria a cui fa seguito una conduzione che, unita ai contenuti espressi, determina la forma dell’emittente.

In media la fascia oraria radiofonica non supera le 3 ore di diretta, anche se vi possono essere eccezioni relative a determinati programmi, densi di contenuti in cui i relativi “talk”potrebbero anche affrontare tematiche o vicende di scottante attualità. Di solito si raggiungono anche le 4 ore di diretta nel caso di format relegati nel fine settimana, giorni in cui magari il palinsesto di una radio non è abbastanza ricco di appuntamenti e per questo si potrebbe decidere di “allungare” i tempi, magari prendendo in considerazione i momenti o le ore centrali della giornata (ad esempio, al mattino dalle 10 alle 14, nel pomeriggio dalle 16 alle 20).

In ogni caso, la fortuna coinvolge anche le fasce orarie in radio. Infatti per alcuni speaker trasmettere in determinati momenti della giornata potrebbe essere un vantaggio considerando  le altre importanti faccende da sbrigare. A tal proposito, il mattino risulterebbe essere la collocazione ideale per una diretta radiofonica che magari termini intorno alle ore 12, così da avere l’intero pomeriggio sgombro da impegni “radiofonici” e quindi utilizzabile per altre commissioni o quale occasione da dedicare ad un amato hobby.

Al contrario, trasmettere nel primo pomeriggio oppure in una fascia serale, come quella del week-end, potrebbe creare non pochi problemi considerando forse l’enorme mole di impegni familiari che uno speaker ha da svolgere nei confronti dei propri figli e quindi difficilmente eseguibili solo al mattino. Durante il periodo estivo, poi, ci si mette anche la classica “pennichella” delle ore 15,00 e qui lascio a voi i commenti…

Ma purtroppo non tutto è dovuto. Lavorare in realtà radiofoniche importanti significa anche sottostare a determinate scelte che partono “dall’alto” e che si basano su vari fattori quali le qualità dello speaker, il tono vocale dello stesso che potrebbe essere adatto per determinati momenti della giornata o ancora conduzioni in coppia, ideali per una diretta frizzante e coinvolgente.

Ma indipendentemente dalla fascia oraria di trasmissione, ciò che conta è indubbiamente la capacità di essere padroni del mezzo e di “accompagnare” ,nel corso della giornata, qualunque ascoltatore, che sia impegnato tra le faccende domestiche oppure semplicemente di ritorno dal suo posto di lavoro.

Articolo a cura di Maurizio Schettino