Fatturato Radiofonico Giugno 2017: segnali positivi dalle Radio

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Fatturato Radiofonico Giugno 2017: segnali positivi dalle Radio

Al termine di ogni mese siamo chiamati a fare i conti al portafoglio. Si tratta di un sistema culturale che ci vuole sempre attenti alla gestione dell’esistenza che, nel caso specifico, assume i connotati dell’economia. Le radio, chiaramente, non tradiscono le personali attese e puntano l’occhio sul fatturato pubblicitario nazionale. Dai dati raccolti da L’Osservatorio Fcp-Assoradio per il mese di giugno 2017 viene confermato l’andamento positivo della curva di crescita rispetto all’anno precedente per un fatturato che raggiunge i 33,335 milioni di euro, sfiorando addirittura il 9% in più. Questo risultato segue quanto archiviato a maggio dove rispetto al corrispettivo 2016 il trend aveva raggiunto il +14%.

Altri numeri e la determinata testimonianza dei motivi della crescita pubblicitaria è introdotta da Fausto Amorese, presidente Fcp-Assoradio, nelle parole pubblicate su newslinet.com: La radio chiude così il primo semestre dell’anno con una brillante progressione del +5,0%. Se consideriamo soltanto l’ultimo quarter, rispetto al 2016 il fatturato sale in maniera ancora più rilevante: +9,3%. Le performance degli ultimi tre anni – continua Amorese – la capacità di fare sistema di editori e concessionarie, la discontinuità che tuttora caratterizza il mercato pubblicitario e gli investimenti in aumento di alcuni settori di riferimento, testimoniano una crescita organica e continuativa del mezzo. I settori merceologici che trainano la crescita sono automobili, distribuzione, moto/veicoli, mentre finanza/assicurazioni e servizi professionali sono sotto performanti rispetto all’anno precedente”.

Possono abbracciare la felicità per il riscontro economico ottenuto anche le radio locali di stanza nel nord Italia, visto che il fatturato è ampiamente positivo. Non va altrettanto bene al sud che, dice il numero uno di Assoradio, è “notoriamente più lento nel recepire i cambiamenti di tendenza del mercato economico”. In attesa dell’uniformità terrena si può esprimere una certa soddisfazione per la concretezza del raccolto precedentemente seminato.

Articolo a cura di Daniele Campanari