Su File Urbani si viaggia per le strade musicali del mondo

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Su File Urbani si viaggia per le strade musicali  del mondo

"Camminare" significa in generale aprirsi alla vita. E' il modo più semplice e primitivo che l'uomo possiede per riprendere  concretamente contatto con l'universo che attraversa quotidianamente. E' un esperienza che muta ogni volta e  insegna a godere felicemente di ogni istante. Camminare significa anche "vivere" con tutto il corpo e con tutto se stessi, affinando sensi e cuore. Spesso camminare ci indica il passo, riportandoci alla meta, riportandoci a noi.

Anche la Radio metaforicamente può tracciarci un cammino fatto di suoni, musica e parole. Un vero viaggio alla riscoperta del mondo che c'è fuori, ma anche dentro di noi. Ultimamente ho riscoperto tra le tante e godibilissime proposte Radio Rai, un particolare e originale programma di Radio3 che accende la curiosità già dal titolo: File Urbani.

In effetti il nome rivela già la ricchezza interpretativa e affascinante del progetto fatto tra storia, arte e archivi Rai. Se un file indica nel linguaggio informatico un "contenitore di informazioni in formato digitale", un file radiofonico può rappresentarci figurativamente un contenitore storico di portata universale che, in questo caso specifico, si indirizza ai distretti urbani del mondo, come se il pianeta intero possa scoprirsi attraverso lo spoglio di una città, della sua storia e della sua musica.

In questo caso Radio3 con File Urbani ci accompagna con vari interpreti radiofonici in numerose e molteplici strade, guidandoci verso le città e i Paesi più diversi e lontani geograficamente e culturalmente, permettendoci di "sbirciare" con acutezza e sensibilità nella storia millenaria di un popolo, fatta di musica popolare, arte e cultura secolare, ma anche di eventi storici e di artisti di strada.

Si naviga in mezzo a suoni ignoti e a lingue sconosciute, ma anche in mari nostrani che ci riportano al calore della nostra patria. Su questi binari ho potuto visitare tra note e ricerca città come Tirana, Riga e Amiens in Francia, ma ho anche potuto riscoprire Palermo e la sua storia da un angolatura completamente diversa.

"File Urbani va a Palermo, anzi "scende a Palermo", scende si dice più comunemente da quelle parti ed è anche più che una metafora. Molti voli low cost atterrano in gran numero ormai all'aeroporto di Punta Raisi. Sono altrettanto convenienti e meno faticosi dei vecchi treni del Sole, dei bastimenti che un tempo portavano qui, ma che servivano anche a scappare in cerca di migliore fortuna.

Ha scritto una volta Leonardo Sciascia che "il mare non piace ai siciliani perchè capace solo di portare via emigranti e sbarcare gli invasori" e non sapeva neppure nuotare Sciascia. Eppure le vie piccole e grandi del centro di Palermo corrono a poche centinaia di metri dal mare, ma se chiedi ad un palermitano dov'è il mare a Palermo, ti risponderà che il mare è Mondello, la borgata liberty a pochi Km dal centro.

Molti anni fa un poeta, Ignazio Battutta, provò a riflettere su questo paradosso, su questa sindrome e scrisse una poesia intitolata "Li pirati a Palermo"che ascoltiamo nella versione cantata da Rosa Balestrieri."

Una storia affascinante e particolarissima che parte con struggimento attraverso la calda voce popolare di una cantante palermitana per contemplare molte facce di una stessa medaglia. Non si fa politica con la radio, ma si riflette sulla storia e gli autori che hanno rappresentato quel pezzo di terra in cui si bagna un intero Paese.

Cosi riflettendo con le parole di un noto regista su chi fossero i pirati a Palermo, colpisce una risposta che racchiude in un filo musicale tutta la puntata siciliana: i pirati sono i "lati bui" che ognuno di noi si porta dentro, quella parte fragile, ma allo stesso tempo nobile che cerchiamo di lasciarci alle spalle.Cosi capita che registi, cantastorie e artisti locali ci guidino alla riscoperta di un anima sociale e musicale unica, ridonandoci una Palermo nuova e in generale uno sguardo rinnovato su ogni città del mondo.

Grazie a File Urbani possiamo meravigliarci di quanto l'Italia abbia contaminato anche altre culture. Un caso per tutti può essere rappresentato dalla piccola città francese di Amiens dove il leggendario Federico Fellini girò un documentario sulla storia dei clown per la Rai che è rimasto negli annali della cinematografia internazionale.

"Nel 1970 sbarcò a Amiens per caso un altro italiano, in realtà già molto conosciuto: Federico Fellini. Reduce da successi come La dolce Vita, otto e mezzo e altri, in quegli anni era alla ricerca di qualcosa di diverso, non sapeva bene neanche lui di cosa. La Rai gli propose di fare un documentario(...) Con grande fatica Fellini accettò e partì finalmente. Ne nacque un film "i clown", forse un pò dimenticato in Italia, ma non in Francia e soprattutto no ad Amiens! Non era previsto che Fellini venisse a girare in questa piccola città del Nord". La magia felliniana si intreccia, per una volta, allo spirito liberty francese, permettendoci  di fantasticare ed emozionarci più che mai tra musica e critica di costume.

Ma File Urbani permette anche di avventurarci  tra Paesi europei lontani dalla nostra cultura mediterranea come la Lettonia e, in particolare, possiamo scoprire Riga la grande capitale dal passato imperiale ricco di storia e tradizioni musicali "Oggi cominciamo con un grande violinista nato a Riga, Gidon Kremer, fondatore della Kremerata baltica. Un orchestra formata da musicisti delle 3 Repubbliche che  si affacciano sul Baltico. Kremer ha un repertorio molto ampio. Dalle opere classiche e romantiche per violino a quella di compositori del XX e XXI sec., tra cui Astor Piazzolla a cui ha dedicato molti album".

Un buon inizio, appassionante ed insieme etereo, che si suggella sulle note di El Tango. Per gli amanti della buona musica e per i cultori della storia moderna ed europea può sicuramente rappresentare un punto di riferimento pratico ed essenziale da ascoltare in qualsiasi momento della giornata. Un utile strumento informativo da gustare anche in questa calda estate.

Articolo a cura di Nicoletta Zampano