Film sulla Radio: Contact, sulle Frequenze degli Alieni

Film sulla Radio

Film sulla Radio: Contact, sulle Frequenze degli Alieni

Papà, secondo te c’è qualcuno sugli altri pianeti? È l’interrogativo che la piccola Ellie rivolge al padre radiomatore nella scena d’apertura di Contact. Una domanda che ci siamo posti noi tutti almeno una volta nella vita, e che è alla base del progetto Seti (Search for Extra Terrestrial Intelligence), nato nel 1960, rivolto alla ricerca di intelligenze extraterrestri.

Una domanda che condurrà la protagonista del film, Ellie Arroway (Jodie Foster), ad intraprendere la carriera di radioastronoma. Diretto da Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump, Cast Away) nel 1997, Contact è tratto dall’omonimo romanzo dell’astronomo americano Carl Sagan, scomparso nel 1996 e a cui il film è dedicato.

Zemeckis ci presenta, nella prima parte del film, la piccola Ellie alle prese con la radio a onde corte. “Si-chiu, si-chiu, si-chiu qui è W-9 GFO. Ripeto, qui è W- 9 GFO. Rispondete. Si-chiu, qui è W-9 GFO. Rispondete.”- così la bambina nel tentativo di captare segnali di vita dallo spazio. Figlia di un radioamatore (David Morse), impara ad usare l’apparecchio ricetrasmittente con la speranza di scoprire nuovi mondi. Orfana di madre, presto perde anche il padre, Ellie decide di vivere in funzione di questa speranza.

Dopo i primi esperimenti con la radio a onde corte e il Si-chiu (scritto CQ), il codice internazionale di chiamata usato dai radioamatori, la vediamo in compagnia di antenne paraboliche e sistemi computerizzati del progetto Seti. Ellie è diventata una radioastronoma. Lavora in Messico e, un giorno, dopo anni di ricerche, capta con le antenne del radiotelescopio Vla il primo segnale radio proveninente dalla remota stella Vega. Impulsi radio che riproducono gli elementi iniziali della serie dei numeri primi.

Ma non finisce qui. La giovane scienziata riceve sempre via radio un filmato in bianco e nero che mostra Hitler mentre inaugura le Olimpiadi di Berlino del 1936. Un fatto sconcertante, sì, ma che lascia intuire una cosa sola: gli alieni hanno intercettato alcune trasmissioni terrestri e la scelta di riproporne i contenuti indica la volontà di intraprendere una comunicazione extraterrestre.

A confermarlo sono, poi, dei segni criptati, inviati ad Ellie, contenenti le istruzioni per costruire una sorta di astronave con cui viaggiare nell’iperspazio. Chiaro che una tale scoperta scombussoli le persone, i media-la notizia fa il giro del mondo-la scienza, la religione. Sì, perché potrebbe significare l’alba di una nuova era o la fine del mondo. Eppure la nostra Ellie, felice di aver ricevuto la risposta tanto attesa alla domanda posta al padre all’inizio del film, si propone per il viaggio alieno e, tra un intoppo e l’altro, viene scelta per l’importante impresa.

Bella la scena che mostra il decollo dell’astronave con Ellie a bordo, una scena più da “ascoltare” che da guardare un po’ come quella in cui compaiono i primi segnali alieni. E i suoni insieme agli effetti speciali rendono davvero sublimi i momenti finali di Contact. Poco di più di venti minuti ci regalano un movimentato viaggio attraverso un tunnel colorato di viola e di azzurro che termina su una spiaggia caraibica, il mondo altro, dove Ellie incontra il padre defunto o, forse, un alieno che tanto gli somiglia.

Un viaggio che potrebbe essere frutto della fantasia della scienziata; pare, infatti, che per un guasto l’astronave non sia mai decollata. Difficile, dunque, poter provare che l’incontro alieno sia realmente avvenuto; eppure qualcuno disposto a crederle c’è. Film godibile per gli effetti speciali e l’aspetto sonoro. Anche l’idea è buona e non sempre lascia spazio all’immaginazione.

Se gli alieni esistessero, infatti, accadrebbe più o meno quello che Zemeckis mostra in Contact; in altre parole, se ricevessero i nostri segnali radio, potrebbero rispondere con altrettanti segnali radio dal cosmo. Potere della radio!! Peccato che sia lunghetto e che, in alcune scene, appaia un po’ confuso; piccole noie che, certamente, non mi impediscono di consigliarvelo. Buona visione!!

Genere: Fantascienza
Regia: Robert Zemeckis
Soggetto: Tratto dall’omonimo romanzo (1985) dell’astronomo Carl sagan 
Sceneggiatura: James V. Hart, Michael Goldenberg
Cast: Jodie Foster, Matthew McConaughey, David Morse, James Woods, John Hurt, Angela Bassett
Origine: Usa, 1997. 
Durata: 150 min.

Articolo a cura di Sofia Napoletano

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