Il Conduttore Radiofonico e la Gestione degli Imprevisti in Radio

Conduzione Radiofonica

Il Conduttore Radiofonico e la Gestione degli Imprevisti in Radio

Inutile girarci intorno, chi ha provato a fare radio, o la sta facendo tuttora, sa che non sempre la diretta è un momento di tranquillità. Capita infatti che ci si debba trovare a fare i conti con diversi tipi di imprevisti che “scardinano” quanto si era organizzato o pensato di fare prima di andare in onda.

Pur constatando il fatto che la radio richieda grandi capacità organizzative, soprattutto dal punto di vista delle tempistiche (ma non solo), accade spesso che, una volta studiata per filo e per segno la scaletta, per cause di forza maggiore o per necessità, lo speaker si trovi a dover cambiare “in corsa” il modo con cui era stata concepita la puntata. Tutto questo può succedere, fondamentalmente, per due tipi di cause.

La prima è l’imprevisto, che per definizione è inatteso. Prendiamo per esempio un’intervista (telefonica o live) con degli artisti. Può accadere che questi ritardino, oppure che ci siano problemi con il collegamento.
Tutto ciò implica, ovviamente, la necessità di riorganizzare in tempo reale la trasmissione, cambiando quella che era l’impostazione originale. In tema di “imprevisti”, bisogna ricordare che, ahimè, questi possono essere anche “tecnici” e di vario genere. In tal caso si può fare ben poco, se non cercare di risolvere prontamente ogni tipo di problema, saltando o posticipando quello che si aveva intenzione di fare in occasione di quel preciso momento.

La seconda causa può essere sempre un imprevisto, ma con accezione perlopiù positiva.
Può infatti accadere che, durante la diretta, si sia costretti a cambiare ciò di cui si voleva parlare perché “in tempo reale” è accaduto qualcosa nel mondo a cui non si può non dedicare spazio ed attenzione. Oppure, può succedere che, parlando, si scopra una reazione inaspettata degli ascoltatori in merito ad un determinato tema, che necessita di approfondimento o desta talmente tanto interesse da poter sovvertire le logiche e gli argomenti previsti all’interno del programma. 

Insomma, per chi ancora non l’avesse capito, il mestiere dello speaker richiede molto spirito di adattamento ed anche rapidità, brillantezza ed elasticità. E’ di fondamentale importanza che chi parli al microfono abbia la capacità di improvvisare e cambiare (riorganizzandolo) quanto era stato deciso prima di andare “on air”. Questa è una caratteristica essenziale per chi fa radio perché, in percentuale, saranno certamente maggiori le volte in cui vi troverete a dover cambiare quanto era stato deciso durante la stesura della scaletta, rispetto alle volte in cui quanto direte davanti al microfono corrisponderà per filo e per segno con quello che era stato studiato in precedenza.

Bisogna dire che spesso, l’imprevisto contribuisce a formare e ad accrescere la bravura di uno speaker, ed è anche quell’elemento in grado di rendere questo lavoro divertente e stimolante. Di fronte a ciò è necessario mostrare grande fermezza. Il vero professionista, non solo riesce a far sembrare tutto naturale, ma è in grado di far sì che ogni evento esterno o indipendente dalla sua volontà, diventi un vantaggio o “un’arma in più” da sfruttare per la buona riuscita del programma.

Ora è arrivato il momento di stendere la classifica degli imprevisti che vi sono capitati e di dirci come vi comportate solitamente in questi casi! Forza! A voi la parola…

Articolo a cura di Mattia Savioni