Gianpiero, Speaker di Radio Ibiza e il suo Go Go Time

Interviste

Gianpiero, Speaker di Radio Ibiza e il suo Go Go Time

Radiospeaker.it incontra una figura molto importante dello staff di Radio Ibiza , l’emittente “dance” del gruppo Kiss Kiss: Gianpiero. Speaker e programmatore musicale, Gianpiero ci racconta i suoi “primi passi” da deejay, per poi raggiungere l’apice della notorietà grazie al fortunato programma, da egli stesso condotto, il “Go Go Time” in onda su Radio Ibiza dalle 15 alle 18.

Un appuntamento ormai imperdibile per tutti gli amanti della musica da ballare, in cui vi è la possibilità di ascoltare nuovissime Hit, protagoniste anche delle innumerevoli serate targate Ibiza Live Time, dove la voce di Gianpiero la fa da padrona, dinanzi alla moltitudine di ragazzi accorsi in discoteca. Nel corso dell’intervista, anche un interessante ed utile consiglio per tutti gli aspiranti speaker che magari intendono raggiungere un facile successo senza possedere………..???? Scopritelo nella nostra intervista!

Il “Go Go Time” è un programma di successo...
Il “Go Go Time” è un programma storico di Radio Ibiza, trasmesso in parallelo alla nascita dell’emittente ( 1990); conducendolo da 15 anni, esso fa parte del “tessuto” della radio. Di successo perché viene trasmesso su una radio “dance”, nella fascia pomeridiana e credo che la notorietà del programma sia estesa anche a livello nazionale, lo dimostrano i contatti su Facebook.

Il tuo legame con la musica “dance” è sorto in seguito all’ingresso nello staff di Radio Ibiza, oppure era qualcosa di già preesistente in te?
In realtà nasco come deejay, nel periodo in cui esplose la musica “house”, ero molto piccolo. All’età di quattordici anni dirigevo già una fascia oraria “dance”, su una radio abbastanza seguita a Napoli, Radio Palepoli, andando cosi in onda tutti i giorni, compreso il fine settimana e mixando in diretta.

Come valuti la produzione di musica “dance”oggi in Italia e la sua messa in onda su emittenti come Radio Ibiza? Fortunatamente la musica “dance” in generale è diventata pop-dance, grazie ad americani come Pitbull, che facendo questo genere di musica hanno raggiunto un’enorme successo. Diversi anni fa vi erano due tendenze musicali: da un lato la produzione di pezzi dance e dall’altro quelli pop. Ora le due generazioni si sono incrociate, dando vita ad un nuovo modello musicale e da questo credo dipenda il successo grandissimo che sta avendo Radio Ibiza negli ultimi anni.

Come ti descriveresti?
Allora, come speaker sono come mi vedi e come mi conoscete alla radio; non amo fingere o pompare la voce e il personaggio. Insomma, chi volesse intraprendere la carriera da speaker non deve assolutamente cercare di copiare qualcuno o modificare la propria voce ma deve essere semplicemente sé stesso. Chi mi segue da anni sa che tutto ciò che dico in radio è coerente con il mio modo di pensare, anche stando lontano dal microfono.

A proposito della carriera da speaker, quali sono le caratteristiche che, secondo te, si dovrebbero prediligere nella scelta di una giovane “voce” ?
Senza voler sembrare presuntuoso, ma alla base bisogna avere tanta cultura. Oggi purtroppo i ragazzi, “grazie” a questi format televisivi, pensano che arrivare al successo sia una cosa molto facile ma in realtà non è cosi. In modo particolare per gli speaker, i quali devono avere una cultura di base che ora purtroppo manca, per cultura non intendo solo quella che si studia a scuola; nei vari provini che facciamo, ci accorgiamo che si fanno diversi errori di sintassi, si sbaglia a parlare in italiano, ciò vuol dire che bisogna curare un po’ il lessico e la sintassi. Inoltre non vi è una conoscenza approfondita della musica “dance”, lo speaker quando parla deve essere informato su ciò che sta dicendo, purtroppo anche questo manca.

Dall’altro lato però non credi che oggi le emittenti non vogliano osare rispetto all’inserimento di nuove figure?
Anche questo è vero; oggi “purtroppo” la radio è business. La radio privata vive di pubblicità, quindi quando si decide di cambiare uno speaker, l’editore o il direttore artistico della radio, riflette attentamente, perché ora l’emittente gode dei famosi ascolti: se non vi è sintonizzato un alto numero di utenti, inevitabilmente non c’è pubblicità. Per far aumentare lo share , c’è bisogno di uno speaker d’esperienza che dia la certezza di risultati concreti. Nel momento in cui si decidesse di cambiare speaker, diventa necessario reclutare una nuova figura, in grado di rimpiazzare con gli stessi risultati lo speaker uscente. Oggi questo è difficile. In passato era diverso; c’erano le cosiddette radio “palestra”, dove lo speaker “in erba” poteva formarsi, queste attualmente mancano, proprio perché le emittenti vivono di sponsors e non osano più.

Oltre al contesto puramente radiofonico, sono tante le serate in cui sei protagonista con lo staff di Radio Ibiza. La canzone che ascolteresti per diverse volte in uno dei tuoi appuntamenti in discoteca?
Ora devo deluderti. A me la “dance” non piace. Sicuramente un “colpo al cuore” questo, nonostante faccia il programmatore musicale di Radio Ibiza da sempre. Diciamo che forse sono un po’ stanco di sentire sempre la stessa musica da tantissimi anni, quindi quando ho voglia di rilassarmi preferisco ascoltare il genere rock degli anni “70/ “80, che penso possa considerarsi come il livello più alto di creatività musicale.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?
Penso che debbano nascere tantissimi portali come Radiospeaker, cosi da diffondere notizie sul mondo della radio e vi prego, cercate di intervistare persone che possano trasmettere qualcosa, aiutando i ragazzi come te a capire qual è la via giusta da intraprendere per formarsi al meglio come speaker.

Articolo a cura di Maurizio Schettino