Giornalismo Radiofonico: Notizia, Fonte, Attacco

Giornalismo Radiofonico

Giornalismo Radiofonico: Notizia, Fonte, Attacco

Come anticipato nel precedente articolo, oggi entriamo nei dettagli più “tecnici” del giornalismo radiofonico parlando dell'elemento base dell'informazione: la notizia. Anche in questo caso valgono le regole generali del giornalismo alle quali vanno aggiunte quelle particolari della “radiofonia”. Iniziamo col dire che la notizia è un fatto, un evento, un accadimento raccontato. Ma non tutto ciò che succede, come si dice in gergo, “fa notizia”.

Affinché sia definibile come notizia, deve avere alcune caratteristiche, come l'interesse e l'attendibilità. L'interesse è dato dalle particolarità del fatto che riporta: il luogo, la novità, la tempistica, le persone o personaggi coinvolti, l'influenza che può avere sulla nostra vita quotidiana. Sale quindi se la notizia riguarda un posto vicino, se insolita, se recente, se coinvolge protagonisti conosciuti o famosi, se condiziona chi l' ascolta.

E veniamo all'attendibilità. Caratteristica importante di una notizia è infatti la sua fonte che va sempre verificata per assicurarsi che sia vera e non rischiare di diffonderne una falsa. Per fonte si intende la persona o la struttura che l'ha fornita. Le fonti primarie sono gli stessi giornalisti che lavorano come corrispondenti e inviati, le istituzioni, le forze dell'ordine, gli uffici stampa, i testimoni. Le fonti secondarie sono le agenzie di stampa (Ansa, Adn Kronos, Agi...) che forniscono le notizie ai propri utenti abbonati tramite dispacci o lanci o flash, e altri mezzi di informazione come TV, internet o giornali.

La notizia va poi elaborata per esporla nel modo migliore secondo il mezzo di diffusione. In ogni caso, qualunque esso sia, la sua struttura deve riportare alcune caratteristiche essenziali che possono riassumersi in “chi, cosa, dove, quando, perché”, ovvero nella cosiddetta “regola delle cinque W” giunta a noi dal giornalismo americano come “Who, What, Where, When, Why”. C'è poi una sesta lettera, “H”, ovvero “How”, che prevede l'aggiunta della descrizione di come si sono svolti i fatti.

Questi cinque/sei elementi devono comparire nelle prime righe della notizia, ovvero nell'attacco, soprattutto nella notizia radiofonica perché, come già accennato, il suo fruitore ha una sola possibilità di ascoltarla e deve capire subito dove e quando è avvenuto l'evento. L'attacco deve richiamare l'attenzione dell'ascoltatore, probabilmente distratto da altre cose che sta facendo mentre sente la radio: deve quindi incuriosire e fungere un po' da titolo. Se si parla di un pluriomicidio si potrà ad esempio “attaccare” con “strage familiare a … ”, se di due treni che si scontrano con “grave incidente ferroviario a ..” . Subito dopo, la descrizione del fatto con le cinque W e la H di cui sopra.

Come detto, per radio le ripetizioni sono più fastidiose che sulla carta, per cui largo ai sinonimi. E soprattutto attenzione al rischio “poesia”: se leggendo una frase di una notizia ci accorgiamo che “fa rima”, cambiamo le ultime parole: stiamo facendo informazione, non recitando sonetti! Le notizie si distinguono a seconda del settore cui appartengono (politica, cronaca, cultura, spettacolo, sport) e della dimensione (brevi o lunghe). Queste due caratteristiche risulteranno particolarmente importanti quando parleremo del “giornale radio” e dei “servizi”.

Alla prossima, dunque!

Articolo a cura di Patrizia Simonetti