Cruciani : "Non ho mai pensato di fare il conduttore radiofonico"

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Cruciani : "Non ho mai pensato di fare il conduttore radiofonico"

La radio è magia pura per chi è appassionato. Un posto fatto di amici per amici. Non c'è, quindi, niente di meglio che ritrovarsi a seguire in diretta due professionisti del settore che si scambiano idee sulla vita e sulla radio a 360 gradi. Se poi i due conduttori al microfono sono onesti e anche un pò irriverenti può nascere uno scoop e la chiacchiera a due si trasforma in notizia.

Questo è il caso di 105 Mi Casa e di due amici insoliti:  il padrone di casa Max Brigante e l' ospite atteso Giuseppe Cruciani, il giornalista e conduttore più discusso d'Italia.

"Prima di comprare un motorino, bisogna andare dal concessionario e dire: Scusa amico mio qual è il motorino che rubano meno?"

Questa è solo una piccola perla di saggezza del pratico Giuseppe Cruciani per evitare furti indesiderati. Una chiacchierata,  libera e sorprendente, settimana scorsa a casa di Max che mette a nudo una verità scomoda con ironia e semplicità.

"Un bravo giornalista? Credo che debba essere intellettualmente onesto. Solo questo. Non deve nascondere le proprie opinioni. Esiste ancora questa professione? Io ogni tanto vorrei stracciare la mia tessera di giornalista. Sono una persona normalissima. Dedico la mia giornata alla radio. Da un pò di tempo ho deciso di non fare nient'altro. Alla radio dedico 7,8,9 ore al giorno e penso anche la notte. Per fare il prodotto che vuoi, ci devi lavorare sopra tantissimo e devi essere attento a ogni dettaglio, e io mi rimprovero di non esserlo abbastanza. Sono sempre scontento di quello che faccio, sempre. Di quello che faccio, il trenta percento mi fa orrore, mi fa schifo, almeno il 30 percento, qualche volta anche il cinquanta o il cento, e allora mi deprimo e sono incazzato con il mondo", spiega Cruciani.

"Non ho mai pensato di fare il conduttore radiofonico, ma ad un certo punto è diventato un mio obiettivo. Quando ero giovane non sapevo che fare nella vita. Pensavo solo al calcio, alle donne e a divertirmi. Sono stato fortunato perché sono cresciuto in una famiglia borghese e benestante che non mi ha fatto mai mancare nulla. Però non ho mai avuto una rete di conoscenze e non sono mai stato raccomandato: mi sono fatto da solo, ma non ho mai avuto davvero bisogno di lavorare per campare".

La sua franchezza arriva al paradosso in fatto di donne. Non è un playboy. Preferisce le donne italiane alle straniere e non va in cerca di vip di successo. Non cerca l'amore con la A maiuscola, ma una buona compagnia perché ha già sperimentato un fallimento e gli basta.

"Preferisco la normalità al mondo patinato, anche perché devi lavorare meno. Lavorare sulle donne è una rottura di scatole, il corteggiamento è fastidioso. Perché uno deve corteggiare? È più facile se si risolve tutto in un’ora o massimo due o tre. Perché alla fine se una ti piace, ti piace!"

Ancora per una volta un radiofonico come non si era mai sentito.  E per una volta si aggiunge al talento del professionista  quella trasparenza che non guasta, ma stupisce positivamente.

Articolo a cura di Nicoletta Zampano