Google contro Apple: la sfida delle radio è anche sullo streaming

Curiosità Radiofoniche

Google contro Apple: la sfida delle radio è anche sullo streaming

Ormai è chiaro: quando si parla di radio non si può far a meno di considerare molti fattori ad essa correlati. In un periodo in cui fanno discutere le recenti rilevazioni degli ascolti e degli investimenti pubblicitari nelle radio italiane è interessante notare come anche dall’altra parte del mondo ci si dia battaglia per quanto concerne la radio (e la musica) in streaming. E’ altrettanto drammatico (ma realistico) constatare come nelle radio, ormai divenute vere e proprie aziende, non ci sia più spazio per la creatività, la sperimentazione, la voce o la musica: tutto è sempre ricondotto a termini economici.

E’ per questo motivo che nelle ultime settimane si è assistito allo scontro tra due colossi mondiali: Google ed Apple. Visto il grande successo di Spotify, il tema delle radio via web sta infatti diventando sempre più interessante in termini di “appetibilità”. Google, dal canto suo, ha deciso di lanciare la controffensiva nei confronti di Apple,  dopo che quest’ultima ha portato a termine l’estenuante trattativa per l’acquisto di Bear Eletronics.

Il business della musica da ascoltare online ha così attratto anche la Casa di Mountain View, che ha fatto una corte spietata a Songza, un emergente servizio di radio in streaming che propone playlist musicali dedicate a diverse tipologie di utenti. Il risultato è stato l’acquisto di questa “Start Up” da parte del colosso di Google, che ha deciso di andare ad arricchire il servizio di Google Play Music (mai realmente decollato) con questa applicazione.

Insomma, si può dire che è stata a tutti gli effetti lanciata la sfida a Spotify da parte di Apple e Google. Sembra però un’impresa ardua quella di riuscire a contrastare il “miracolo scandinavo” di Ek e Lorentzon. Per capirlo basta parlare di cifre. Spotify conta infatti ben 10 milioni di utenti (se si considera solo il servizio “premium”), che diventano addirittura 30 milioni di persone in tutto il mondo se si prendono in esame anche i non abbonati che preferiscono ascoltare musica “free”.

Insomma, assisteremo ad una dura lotta. Quel che sembra certo è che pur parlando di servizi di streaming che hanno a che fare con la musica, tutto questo con la radio che amiamo e che piace a noi ha ben poco a che fare.

 

Articolo a cura di Mattia Savioni