Si guadagna facendo radio?

Curiosità Radiofoniche

Si guadagna facendo radio?

Probabilmente è una delle domande che molti speaker si sono sentiti chiedere spesso, ben consapevoli di quello che è il classico luogo comune di coloro che vedono nella radio il lavoro dei propri sogni o un mondo fantastico, tanto da suscitare l'interrogativo: “Ma si vive facendo radio?”

Come ogni cosa o, in questo caso, professione, anche il mestiere radiofonico ha le sue dinamiche, pro e contro che inevitabilmente fanno parte di qualsivoglia percorso professionale, in cui i veri sacrifici non mancano.

Ed è proprio l'abnegazione, frutto di una necessaria passione, ad essere il “fil rouge” di una gavetta che non guarda in faccia a niente e a nessuno, dove la tenacia diviene l'elemento indispensabile per raggiungere ciò che più si desidera, o almeno ci si augura.

Ecco, si va oltre tutto, superando anche un eventuale riscontro economico. E chi oggi ha raggiunto determinati risultati sa benissimo a cosa facciamo riferimento.

Indubbiamente cominciare ad entrare in un contesto radiofonico pretendendo agli inizi un guadagno sicuro e stabile è svantaggioso sia per il futuro della propria carriera che per una crescita personale. Anche perché, considerando la situazione generale, forse sono poche le possibilità remunerative, soprattutto in determinate realtà.

Qualora ve ne fossero, che ben venga.

Attenzione, con questo non vogliamo dire che bisogna a tutti i costi lavorare gratis. Però pensiamo che l'impegno profuso in maniera costante, anche con un iniziale collaborazione,  prima o poi paga, profumatamente.

Insomma, ci auguriamo che la semina darà i suoi frutti! Quindi,  l'obiettivo e la speranza  di tutti è che quell'iniziale hobby possa diventare una professione a tutti gli effetti.

In questo modo la componente economica può finalmente concretizzarsi, magari con un contratto in linea con la propria mansione e quantità lavorativa in termini di ore.

Al  guadagno sicuro però non deve corrispondere il raggiungimento di un traguardo. La passione deve rinvigorirsi, alimentando così la voglia trasmettere, perché no, anche in altre realtà importanti.

Indubbiamente la sussistenza economica regala  una certa serenità, particolarmente a coloro che devono necessariamente usufruire dei mezzi pubblici per raggiungere la sede di lavoro, oltre a potergli garantire un'entrata per le eventuali spese di affitto o spese varie.

Ma a volte non basta e per questo sono gli stessi speaker a crearsi alternative parallele al lavoro in radio, vedi la realizzazione di spot, doppiaggio, lezioni private concernenti proprio l' ambito della comunicazione. Inoltre, vi sono conduttori che, grazie alla loro popolarità, divengono protagonisti di serate e/o eventi, in cui il presunto cachet va a compensare lo stipendio radiofonico mensile.

O addirittura, a proposito della questione tanto discussa riguardante la presenza di “televisivi” in radio, vi sono speaker che si alternano sapientemente tra i due media.

In ogni caso, rispondere alla domanda in oggetto potrebbe creare pareri discordanti; ma indubbiamente, fare ciò che più si ama fa la differenza, al di là di un guadagno che, a seconda dei casi, può coinvolgere i singoli o un'intera famiglia.

Ma in queste circostanze, ad essere determinante è anche il carattere che, come si diceva, unito alla passione, può diventare davvero il motore propulsore di tutti gli ostacoli che un percorso lavorativo del genere potrebbe riservare.

Insomma, tanta grinta, tenacia e determinazione per raggiungere il sogno tanto ambito.....con un occhio al portafoglio, che non guasta mai!

 

 

Articolo a cura di Maurizio Schettino