"Guareschi e la Radio": il libro scritto dall'autore di Don Camillo e Peppone

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"Guareschi e la Radio": il libro scritto dall'autore di Don Camillo e Peppone

Giovannino Guareschi, “padre” di Don Camillo e Peppone e dei racconti familiari con Margherita, è stato anche un brillante autore radiofonico e per tre anni, dal 1947 al 1949, ha realizzato ben due rubriche radiofoniche di successo.

La sua storia “radiofonica” è diventata un libro, Guareschi e la radio, edito da Rizzoli, dove lo stesso Guareschi, uomo poliedrico e creativo, racconta la nascita e l’evoluzione delle sue creazioni autoriali. Durante il fascismo viene riscoperta la radio, diffondendosi in modo capillare e attirando vaste platee di pubblico casalingo e familiare.

Da qui vari umoristi sposano questo nuovo mezzo mediatico: Da Cesare Zavattini e Carlo Manzoni a Marcello Marchesi, passando per il giovane Federico Fellini. Radiodrammi, monologhi e sketch umoristici prendono piede.

Il Lavoro di Giovanni, prima della guerra, è indirizzato al racconto umoristico leggero, alla commedia, con programmi come “ grattacielo n.15”, serie comica dove ogni puntata è ambienta su un piano di un grattacielo. Successivamente dopo due anni di lager, Guareschi riprende con i “radio processi”, anticipando il noto programma televisivo Forum.

Il periodo 1947-49 è caratterizzato dall’avvento del primo governo democratico, si vive un clima disagitato e violento: protagonisti dei processi radiofonici sono i reduci e la nuova criminalità, anche se nel tempo, si trasformeranno in “gialli” con grande riscontro di pubblico.

Tramite queste scelte autoriali ricche di humour , il Guareschi invitava con intelligenza a riflettere sui disagi morali dell’Italia del dopoguerra, arrivando al cuore degli ascoltatori.

Il libro racconta il lavoro di Giovanni alla radio, con i ventinove processi di “Signori, entra la corte” e “Caccia ai ricordi”, che era composta da 10 episodi immaginari inquadrati in fatti realmente accaduti nell’anno che i radioascoltatori dovevano indovinare. Entrambe le rubriche erano nate per campagne pubblicitarie. La prima per le pastiglie per la gola “resoldòr” l’altra per il calzaturificio di Varese.

Il clientelismo pubblicitario è un altro nuovo aspetto per quegli anni nel lavoro autoriale da studiare. Il volume raccoglie i disegni dell’autore e le tavole della “ Domenica del Corriere”e riunisce i testi di entrambe le rubriche, fino alla pubblicazione dell’opera, datata 2007, inediti. Unico e avvincente ci introduce nella storia della radio anni 40’ in modo del tutto originale e coinvolgente, nuove realtà tutte da scoprire.

Articolo cura di Nicoletta Zampano

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