Le Interferenze Radiofoniche: da cosa sono causate?

Curiosità Radiofoniche

Le Interferenze Radiofoniche: da cosa sono causate?

Sono fastidiose, soprattutto quando siamo all’ascolto di un determinato brano musicale, da noi preferito, o magari legato ad una dedica  da rivolgere ad una persona speciale.

Non vorremmo mai averle come sottofondo o da ostacolo durante la diretta di un programma radiofonico particolarmente importante. Insomma, sono veramente insopportabili quando vengono recepite; stiamo parlando delle cosiddette interferenze radiofoniche.

Un vero e proprio tormento che in alcuni casi spinge l’ascoltatore a cambiare stazione radiofonica, con la speranza di sintonizzarsi su qualche emittente facilmente udibile. Tra l’altro con i nuovi sistemi di trasmissione, compresi quelli presenti nelle vetture, la ricerca di un’emittente risulta facilitata e permette così di sintonizzarsi velocemente sulla propria radio preferita.

Ma qual è  la causa principale della formazione delle interferenze radiofoniche?

Indubbiamente, una scarsa trasmissione delle frequenze potrebbe incidere fortemente sulla ricezione del segnale che risulterebbe quindi, “disturbato”, tanto da provocare un accavallamento generale di più emittenti sulla stessa modulazione di frequenza.

Se in alcuni casi, per la ricezione di un corretto segnale, è sufficiente ruotare la storica manopola della propria radio, in altre situazioni è proprio quest’ultima, magari abbastanza datata, a determinare la scorretta diffusione delle onde sonore. Ma se il problema potrebbe essere di puro carattere “domestico”, la causa deriverebbe anche dalla struttura tecnica di un’emittente, forse non proprio al passo con i tempi.

Uno scarso “wattaggio”che, determinando un problema di diffusione del segnale, inevitabilmente influenza anche il bacino d’utenza di pertinenza della radio stessa. Da qui ovviamente le lamentele di coloro che in teoria potrebbero ricevere il segnale in FM, ma date  le scarse qualità tecniche dello stesso, il tutto risulta difficile e/o percepibile solo da una limitata fetta di utenza.

Un importante e urgente problema tecnico che dovrebbe essere tempestivamente risolto, in modo da poter lavorare serenamente alla programmazione dell’emittente e  rilevare così gli inevitabili ascolti, senza il dubbio di una ricezione carente.

Ciò che, invece, potrebbe essere altrettanto svantaggioso oltre che difficile da accettare per l’intero etere radiofonico, è la presenza, in alcuni casi, di frequenze “inutilizzate”, in cui una seria programmazione sembra essere assente, a vantaggio di una continua ed infinita rotazione musicale o di repliche di format ormai remoti, che puntualmente vanno in onda in precisi momenti della giornata, insomma un “disco rotto” che non accenna ad arrestarsi. Ed è proprio questo il dispiacere, magari dei tanti potenziali editori, che desidererebbero essere proprietari di frequenze grazie alle quali “allestire” la tanto sognata emittente, o altri, che pur essendo a capo di determinate radio, sono costretti a subire l’influenza di un segnale che, in ultima analisi, per i contenuti proposti, potrebbe anche essere “spento”.

Insomma, la questione delle frequenze è un aspetto delicato, oggetto anche di diatribe avvenute in passato da parte di diversi editori radiofonici, di piccole o grandi emittenti. Uno dei motivi insomma, per cui, storiche radio, presenti in grandi centri cittadini, hanno dovuto “chiudere i battenti”.

Interessi economici? Mancata voglia di fare radio?

Non vogliamo esprimere giudizi o sentenze in merito, resta però l’amara constatazione nel vedere e soprattutto ascoltare diverse radio che potrebbero davvero realizzare tanto in termini di programmazione oltre che di idee da pianificare per il futuro, ma spesso e chissà per quale motivo, la presunta forza di volontà lascia spazio ad ideali e concezioni proprie che probabilmente non sono in linea con una seria e  corretta organizzazione, alla base di un’emittente radiofonica.

Articolo a cura di Maurizio Schettino