Radiospeaker.it incontra Massimo Valli e Marco Porticelli di RMC

Interviste

Radiospeaker.it incontra Massimo Valli e Marco Porticelli di RMC

La positività e l'ottimismo sono il sale della vita, e chiunque voglia intraprendere una carriera radiofonica deve tenere bene a mente questo concetto. Uno speaker sorridente ha maggiori possibilità di avere un buon impatto sugli ascoltatori, e dopo aver intervistato Massimo Valli e Marco Porticelli (in onda su Radio Monte Carlo dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 10) questa convinzione si è ulteriormente rafforzata in me. Con grande simpatia e disponibilità hanno risposto alle nostre domande:

Ciao Massimo, ciao Marco. Cosa ci vuole per essere una coppia vincente radiofonicamente parlando?

Valli: “Uno dei due deve fare la donna! Scherzi a parte, è fondamentale creare un gruppo che abbia le stesse idee e gli stessi obiettivi. Noi oltre ad avere tutto questo fortunatamente ci divertiamo, e sembra che funzioni”.

Porticelli: “Amicizia e complicità, che poi emergono anche quando si è in onda”.

Trasmettete ad un orario in cui gli ascoltatori in genere hanno voglia di sentirsi parte attiva del programma e di essere coccolati. Quanto è importante l'interazione con il pubblico?

Valli: “In un'epoca come questa, in cui la comunicazione la fa da padrona è fondamentale interagire con il pubblico. Anche noi siamo persone normali, per cui cerchiamo di portare in onda la nostra vita e quella degli altri. Ovviamente è molto importante saper scegliere gli argomenti giusti”.

Porticelli: “Noi che facciamo radio dobbiamo cercare di essere lo specchio della gente, affrontare gli argomenti più nazional-popolari per poter arrivare a tutti, perchè in fondo tutti vorrebbero dire la loro”.

C'è uno speaker o una speaker con cui sareste disposti a “tradirvi” e a rompere la vostra unione?

Valli: “Credo di si, e non sarebbe un tradimento perchè la vita professionale di chi fa il nostro lavoro è varia, e i cambiamenti a volte non sono dettati solo dalla nostra volontà. Vuoi qualche nome? Dario Desi, Marco Galli, Manuela Doriani. Con alcuni di loro ho già lavorato. Bisogna considerare il gruppo come un'orchestra: non è importante chi suona di più, ma tutti insieme bisogna creare la giusta armonia”.

Porticelli: “Patrizia Farchetto, con cui ho lavorato per parecchio tempo, e la stessa Manuela Doriani visto che siamo cresciuti insieme in una radio locale. Penso che conti molto essere professionali, quindi è importante trovare il filo che lega la professionalità di uno a quella dell'altro, e trovare il genere di conduzione giusta per poter arrivare al pubblico”

Mi dite qual è il vostro disco preferito?

Valli: “Tutto quello che riguarda i Pink Floyd e i Genesis. Ci sono tanti dischi che mi piacciono, e al di là dei generi credo che esista musica bella e musica meno bella. Per cui anche musica classica e tutto quello che mi può dare emozioni”.

Porticelli: “Noi che ci cibiamo di musica siamo legati a determinati periodi, magari a quello in cui abbiamo iniziato a fare il nostro lavoro. Mi piace il miami sound, il funky, ad esempio Earth Wind and Fire. Ma non rinneghiamo niente di quello che sentiamo oggi, perchè anche adesso ci sono artisti che non hanno nulla da invidiare a quelli che di trent'anni fa”.

Conoscete Radiospeaker.it?

Valli: “Certo che si, vi seguiamo. É una bella iniziativa e vedo che i componenti, come il nostro interlocutore, sono molto giovani. É importante che i giovani si avvicinino alla radio, perchè purtroppo questa cosa sembra essersi un po' persa”.

Porticelli: “Tutto quello che ha a che fare con il radiomercato ci interessa, perchè ci permette di confrontarci con gli antagonisti e i concorrenti. Per cui un sito come Radiospeaker.it ci aiuta a capire determinate strategie di altre aziende e di rimanere sempre informati”.

Valli: “Voi di Radiospeaker dovreste organizzare una specie di radiomercato. Individuare un mese e riunire in un posto tutti gli editori e gli speaker e fare quello che si fa nel calciomercato (ride)”.

 

Articolo a cura di Fabrizio Pascale