Lavorare in radio: affiancare nuovi speaker

Conduzione Radiofonica

Lavorare in radio: affiancare nuovi speaker

L’ ingresso in un nuovo ambiente di lavoro, soprattutto nel corso dei primi giorni, potrebbe suscitare, da parte dell’interessato, una situazione in cui ci si senta un po’ “rigidi”, tesi, o comunque non a proprio agio. Ciò deriverebbe dal tipo di contesto, magari abbastanza importante o dalle persone che ruotano intorno all’azienda, che a volte, a causa di dicerie o pregiudizi, vengono “dipinte” in malo modo, cosa che puntualmente si rivelerà inversa.

A volte sono semplicemente piccoli ma essenziali i meccanismi che variano, ma quest’ultimi spesso si rivelano  determinanti per il corretto svolgimento di un lavoro in grado di regalare ampie soddisfazioni a chi è in grado di seguire utili suggerimenti e/o consigli da parte di professionisti ben consolidati.

Ed è proprio questo il nodo cruciale: essere affiancati da chi ne sa di più.

In radio avviene anche questo e il discorso lo si può ampliare anche a speaker provenienti da importanti network i quali, entrando in una “nuova” realtà radiofonica e pur avendo le basi giuste per poter condurre, necessitano di essere seguiti da figure presenti magari già di diverso tempo nello staff di una determinata emittente. A tal proposito, un processo di “affiancamento” risulterebbe indispensabile per comprendere il “clock” e quindi la tipologia di radio in cui ci si trova.

Ed è proprio l’importanza di essere seguiti in contesti radiofonici di un certo valore, ad essere determinante per il prosieguo della carriera, in particolare di uno speaker “in erba”. Un’utile metodologia per evitare di essere penalizzati in corso d’opera, anche in vista di altri possibili reclutamenti. Non a caso la decisione è frutto della volontà proprio di editori o direttori artistici che in una sorta di “riscaldamento” scelgono, appunto, di affiancare a “new entry”, conduttori ben rodati e pronti per guidare i nuovi arrivati.

Infatti, in queste prime conduzioni, si cerca anche di testare la nuova “voce”, cercando di capire magari non solo le potenzialità della stessa, ma anche la fascia oraria più adatta nella quale inserire lo speaker.

Soprattutto in situazioni del genere,  l’umiltà e la volontà di capire devono essere elementi di contorno indispensabili, affinché ogni piccolo dettaglio  possa essere chiaro e utile per una corretta conduzione. Guai a comportarsi a modo proprio, prendendo iniziative avventate; in tal caso vi  potrebbe essere il rischio di avere “vita breve” in un’azienda radiofonica di spicco.

Indubbiamente, non si smette mai di imparare, anche semplicemente chiacchierando, fuori dai microfoni, con un professionista; allo stesso modo, però, è maggiormente interessante e stimolante essere “on air”  al fianco proprio di un veterano della radio, grazie al quale “assorbire” come una spugna ulteriori nozioni o semplicemente consigli mai ricevuti o pensati prima di trasmettere in determinati luoghi.

Ma credo sia giusto sottolineare che essere partecipi di un affiancamento, in diretta, magari proprio in un importante network, non vuol dire cominciare ad imparare i meccanismi della radio in generale. Raggiungere determinati livelli professionali e/o contesti lavorativi, come abbiamo ribadito diverse volte nei nostri articoli, significa aver condotto un’esperienza precedente, insomma la cosiddetta “gavetta”, che pone le basi per capire in toto quelli che sono gli elementi indispensabili per cominciare a trasmettere.

In seguito, questi stessi parametri possono essere affinati, appunto grazie al supporto di esperti come si diceva,  ed a seconda anche della radio in cui ci si trova, ma credo che non sia vantaggioso essere “on air” in un’emittente nazionale, con la pretesa di voler apprendere qualcosa che già si dovrebbe conoscere. Inoltre, non sarebbe piacevole per i tanti speaker, talentuosi e con anni di esperienza, vedere conduttori “on air” in luoghi in cui forse sarebbe meglio fare “un passo indietro”. In ogni caso, confidiamo negli editori, nei direttori artistici e nei loro affiancamenti.

Articolo a cura di Maurizio Schettino