Le onde medie aprono ai privati

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Le onde medie aprono ai privati

Rivoluzione per le trasmissioni in onde medie. Il 23 luglio 2015 il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge che permette anche agli operatori privati di trasmettere in AM, affiancandosi così a Rai Radio 1.

A permettere la concessione alle emittenti private di usufruire delle onde medie è stato Giorgio Marsiglio che ha avanzato una denuncia di infrazione alla Commissione Europea contro il divieto di entrare a far parte delle frequenze AM per gli operatori diversi da quelli statali. Infatti, nel caso in cui nessuno avrebbe mai sollevato la questione le onde medie sarebbero rimaste in mano allo Stato sino alla completa digitalizzazione della radiofonia italiana.

Come sottolineato da Marsiglio sul portale BCLNEWS ­ il radioascolto in Italia: "Nonostante la soddisfazione di questo intervento due sono i vizi che rendono ancora insoddisfacente il testo normativo: viene affermata la necessità di limitare i diritti d’uso delle frequenze in onda media, prevedendo di conseguenza la necessità del rilascio di apposite concessioni, anziché consentire a tutti gli interessati il diritto di trasmettere mediante una semplice autorizzazione.

Inoltre, non viene indicato alcun termine entro il quale l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) dovrà individuare i criteri e le modalità di assegnazione della concessione a trasmettere e, conseguentemente, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) procedere al concreto rilascio del titolo".

Questo significa che anche se è cambiato il nostro modo ascoltare la radio, le nuove generazioni il tasto AM l'hanno visto solo sui vecchi apparecchi dei genitori o addirittura nonni, le frequenze in onde medie per qualcuno rivestono ancora una certa importanza. Chissà se con questa legge l'AM non conquisti nuovi ascoltatori.

Articolo a cura di Maria Giovanna Tarullo