Le Radio e le Tv locali sono in Crisi?

Curiosità Radiofoniche

Le Radio e le Tv locali sono in Crisi?

E’ sempre più all’ordine del giorno la situazione contingente che sta attraversando la nazione, una crisi economica che stenta a riprendersi e che purtroppo vede coinvolgere diversi settori.

Non è esente anche quello radiotelevisivo, vittima di una mancanza di contributi a sostegno dell’emittenza, almeno secondo il quadro particolarmente svantaggioso espresso dai sindacati di categoria, Slc Cgil, i quali fanno riferimento alla decisione di costituire un Fondo per il pluralismo dell’informazione, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di Euro ma, paradossalmente, non pare possa raggiungere i risultati sperati.

Non a caso, si stima, secondo la Confindustria e da quanto apprendiamo dalla Nuovola del Lavoro, che nel 2013, il settore ha perso 54 milioni di euro su un fatturato di 408 milioni. Il Fondo è ripartito in 50 milioni di default derivanti dal canone Rai più altri 50 recuperati dall’evasione della medesima tassa della tv di Stato. Ma, nonostante ciò, si alza la voce di dissenso da parte dei sindacati che auspicano una modifica della legge dove pare che le cifre non siano a vantaggio del sistema radio-tv, il quale resterebbe escluso da possibili contributi.

“I 50 milioni di euro che in precedenza erano attribuiti all’emittenza radiotelevisiva locale da norme abrogate dalla legge di Stabilità, ora ci saranno solo e soltanto se si realizzerà effettivamente un “extragettito” per il recupero dell’evasione del canone.”, queste le parole dei sindacalisti.

Insomma, le cifre messe in cantiere dal Governo con la costituzione del Fondo, si pensa non possano essere sufficienti per il mantenimento delle numerose imprese iscritte (730, tra emittenti radiofoniche e televisive) che secondo l’articolo della Legge di Stabilità riguardano parte di eventuali maggiori entrate derivanti dal canone Rai.

Queste le critiche relative al disegno normativo che già da diversi mesi vengono mosse da organizzazioni di settore come la Confindustria Radio e Televisioni ed Aeranti-Corallo che affermano: “E’ evidente che l’eventuale creazione di un fondo unico, presumibilmente di non oltre 160-170 milioni di euro annui, per la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti per le imprese editrici di quotidiani e periodici e per le radio e tv locali, finirebbe per destinare all’emittenza locale risorse molto più limitate di quelle attualmente previste”.

A proposito di pubblicità, a cui si faceva riferimento, pare che gli incentivi fiscali per quest’ultima interessino solo il settore della carta stampata e on-line, a svantaggio del settore radiotelevisivo.

Staremo a vedere se nei prossimi mesi vi saranno modifiche a tale disegno di legge che continua a creare polemiche nei corridoi dell’FM e non solo, auspicando una possibile ripresa che non influenzi le sorti di realtà magari storiche e ben consolidate che ora potrebbero essere vittime di un particolare disagio economico.

Articolo a cura di Maurizio Schettino