Libri sulla Radio: Radio Pirata, di Andrea Borgnino

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Libri sulla Radio: Radio Pirata, di Andrea Borgnino

2 agosto 1958. Nelle acque internazionali del gelido mare del Nord, a bordo di una nave panamense partono le trasmissioni della prima radio off-shore, pirata, Radio Merkur. Da quell’episodio lo sviluppo è inarrestabile, fino ai giorni nostri. Inizia così Radio Pirata. Rock, libertà, trasgressione e nuovi linguaggi radiofonici (Paolo Persiani Editore, 2009), scritto dal giornalista e grande esperto del mondo radiofonico Andrea Borgnino.

Una saggio affascinante e avventuroso, nel mondo delle piccole grandi stazioni pirata, vere portavoce di una comunicazione nuova e trasversale. Un testo giunto alla sua seconda edizione, uscito in concomitanza con il film di Richard Curtis “I love Radio Rock”, ricco di interviste ai veri protagonisti e raccontato come un viaggio in giro per il mondo, alla scoperta delle più diverse realtà illegali dell’etere. Mettendosi nei panni di un ascoltatore casuale, Borgnino analizza diversi casi che hanno fatto storia, come le radio condominio. Vere e proprie emittenti off-shore che trasmettono sfruttando i coni d’ombra delle grandi stazioni FM.

Seguono le radio all’interno dei campus universitari americani o le diverse esperienze radiofoniche in Israele e Croazia. Un giro per il mondo alla ricerca del perché queste emittenti, nonostante non siano autorizzate dalla legge, abbiano un buon riscontro da parte del pubblico e siano in grado di continuare la loro attività per anni. La grande diversità rispetto all’offerta ufficiale è il loro punto di forza. Trasmettere contenuti slegati dallo schema del palinsesto, permette un ascolto più libero da parte degli ascoltatori che possono anche condividere con loro ideali di pace e la grande passione per la musica rock, che non a caso, è uno dei principali motori di queste realtà sommerse.

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L’analisi storica arriva anche ai giorni nostri con un’attenta riflessione sulle ultime tendenze legate alla sfera web. In questo caso la radio, come già più volte trattato, amplifica al massimo le sue potenzialità, sfruttando la diffusione a larga scala della rete e l’interazione con gli utenti. Nasce quindi un universo nuovo di speaker, ascoltatori e proposte editoriali capaci di incontrare pubblici non convenzionali. Un fenomeno non da poco, se si considerano gli alti livelli di gradimento da parte del pubblico e l’elevato numero di stazioni pirata, in Inghilterra e Stati Uniti.

Un tentativo nato circa quarant’anni fa e arrivato fino a oggi, nonostante le restrizioni legali e le mancate autorizzazioni, si conferma come un modo alternativo di fare la vera radio, quella fatta di persone appassionate, di buona musica, capace di intrattenere e non annoiare mai. Con la speranza che possano nascere possibilità di uno sviluppo autorizzato e in linea con la legge. Un libro ben scritto, mantiene intatto lo stile sixties energico e frizzante delle emittenti dell’epoca.

Articolo a cura di Stefania Tagliaferri

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