Litigi in Radio: come affrontarli e risolverli

Curiosità Radiofoniche

Litigi in Radio: come affrontarli e risolverli

Quando si lavora in gruppo, indipendentemente dal luogo in cui si opera, vi possono essere inevitabilmente disaccordi, incomprensioni o comunque prospettive differenti in merito al lavoro da svolgere. Spiacevoli situazioni in cui a scatenare magari una lite è il carattere, differente, di persone che si trovano a dover condividere gli stessi orari lavorativi, non per proprio volere. Ed a volte sulla base di questo diventa pesante anche semplicemente svegliarsi al mattino, perfettamente consapevoli di dover lavorare con un collega con il quale il rapporto non è forse dei migliori.

Allo stesso modo anche in radio vi potrebbero essere casi in cui un disguido crei un litigio tra speaker, magari non proprio in sintonia, ma “costretti” ad essere in coppia per la conduzione di un determinato programma. Spesso le incomprensioni avvengono soprattutto all’inizio di una conduzione , prima dell’instaurazione di quel “feeling” che possa creare una conduzione frizzante tra i due conduttori anziché “fredda” e distaccata. Ed è proprio il carattere, a volte presuntuoso, di uno speaker che potrebbe influenzare l’andamento della diretta. Infatti quest’ultimo,magari alle prime armi e  particolarmente saccente, potrebbe essere indotto frequentemente a dare consigli e/o suggerimenti che potrebbero infastidire il collega, magari più umile e pacato. L’atmosfera, in questo modo, si “riscalderebbe” influenzando così il corretto svolgimento del programma.

In questi casi, la chiarezza, l’umiltà e il rispetto delle parti devono essere elementi indispensabili affinché tutto possa procedere nel migliore dei modi. Evitare, quindi, manie di “protagonismo” che ostacolerebbero una corretta conduzione in coppia, oltre a provocare inevitabili “accavallamenti” vocali, fastidiosi per gli ascoltatori.

Ma i litigi possono interessare anche un’accesa discussione magari tra speaker e direttore artistico o editore. La “querelle”potrebbe avere come oggetto un errore commesso dal conduttore quando era “on air” oppure questioni contrattuali non abbastanza chiare. Anche in questo caso, le reazioni sono variegate, a seconda del carattere dei singoli. Ma, come si sa, la prepotenza o l’arroganza creano solo confusione senza generare una soluzione decisa e matura. A tal proposito, la vera maturità sta nel capire il perché di determinate “ramanzine” espresse magari da un direttore artistico interessato alla crescita professionale di uno speaker e per questo motivo, stimolato a “bacchettarlo” nel momento in cui egli commette un “passo falso” in diretta.

Se da un lato il conduttore deve accettare con umiltà ciò che gli viene contestato da parte del direttore, dall’altro lato quest’ultimo o l’editore, dovrebbe essere cauto prima di arrivare a conclusioni affrettate o a scelte determinanti per il futuro della radio. In molti casi, infatti, è proprio il nervosismo, scaturito magari da un futile motivo, ad indurre il proprietario di un’emittente a fare scelte azzardate o sostituzioni bizzarre che potrebbero influenzare l’immagine della radio stessa e i suoi risultati in termini d’ascolto.

Indubbiamente il lavoro di squadra comporta anche il dover accettare pregi e difetti di ognuno, ma riuscire a comprendersi può portare a risultati importanti oltre ad evitare inutili disguidi. E’ vero, spesso il litigio è sinonimo di conoscenza tra colleghi di lavoro; infatti, la soluzione ad un problema potrebbe scaturire, in alcuni casi, anche da un’accesa litigata, ma c’è un limite a tutto.

Un famoso proverbio dice: “la calma è la virtù dei forti”. Dovrebbero seguirlo in tanti, magari unendo alla calma, anche la capacità di fare scelte a priori che possano evitare in futuro situazioni difficili da sopportare (licenziamento) per coloro che ne sono coinvolti.

Articolo a cura di Maurizio Schettino