Il Momento di Celebrità Radiofonica: motivo di crescita o di vanto?

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Il Momento di Celebrità Radiofonica: motivo di crescita o di vanto?

Si sa che quando si ha una passione e un interesse così forti come quello che abbiamo noi iscritti su questo sito, si fa di tutto per riuscire a realizzare il proprio sogno ma anche solo per “fingere” di avercela fatta per qualche istante. Quello di vantarsi per qualche minuto di celebrità è un ritornello tipicamente italico ma nel nostro caso molto sincero perché ci si può sentire per un attimo parte di questo meraviglioso mondo oppure essere a stretto contatto con i personaggi che da sempre sogniamo di incontrare.

Qualche giorno fa giravo in Internet facendo una delle ricerche più stupide ma divertenti che il web ci permette: avete mai provato a digitare il vostro nome e cognome nella stringa di ricerca di Google e vedere cosa esce? Ecco, stavo proprio facendo quello aggiungendo parole chiave a casaccio quando mi sono imbattuto in un mio vecchio podcast audio sul sito di un network italiano per un rubrica a cui avevo partecipato (evito di postarvi il link ed essere più specifico per risparmiarvi lo spettacolo…).

Il sorriso e l’emozione che quel ricordo mi ha suscitato mi hanno fatto tornare in mente altre partecipazioni, telefonate in diretta, chiacchierate con gli speaker, sms letti, incontri, ospitate nelle radio, “gite turistiche” nello studio di un’emittente per incontrare i miei conduttori preferiti, tutte cose che nell’arco degli anni non mi sono mai negato e che mi hanno permesso di vivere da vicino, anche se per pochissimi minuti, il sogno che da sempre coltivo: lavorare in radio.

Di queste esperienze non ne parlo con molte persone e nemmeno qui lo farò nello specifico, perché credo che questo atteggiamento di farsi belli per un attimo di celebrità sia parecchio negativo e fastidioso, ma nel mio caso sono stati momenti importanti che ricordo con molto piacere e che soprattutto mi hanno emozionato così tanto da confermare la volontà di lottare e sacrificarmi per provare a raggiungere il mio obiettivo.

Andy Warhol (e nel campo della comunicazione Marshall McLuhan) hanno sempre affermato che “in futuro, ognuno sarà famoso nel mondo per almeno 15 minuti”. O ognuno avrà nella vita i suoi 15 minuti di celebrità, leggetela come volete. Dando per vera questa teoria, voi avete già avuto i vostri minuti di celebrità in campo radiofonico? State ancora aspettando la vostra occasione? O peggio ancora quei minuti sono passati e non ve ne siete nemmeno accorti? Sono certo che se già avete avuto qualche esperienza di questo tipo non avrete visto questi momenti come una carta da giocare per fare gli splendidi o come aneddoti da raccontare a parenti e amici, ma come possibilità per conoscere qualcuno, farsi notare e cercare una chance all’interno di questo mondo. Penso che come atteggiamento sia quello giusto ma non è detto che tutti si comportino allo stesso modo.

Come vi scrivevo poco fa, negli ultimi anni (soprattutto dopo aver preso la patente) posso dire di essermi tolto parecchi sfizi e aver esaudito parecchi piccoli desideri in ambito radiofonico, presentandomi di persona davanti alle porte di varie emittenti durante occasioni particolari e non per provare a respirare l’aria del professionismo, assistere dal vivo alle dirette o vedere come si muovono i migliori speaker.

Oltre a questo ho anche avuto la possibilità di parlare su vari network e vi confido che il brivido e l’agitazione sono sempre stati alle stelle, nonostante sapessi che nessuno mi stesse giudicando e che quel momento non avrebbe segnato la mia carriera radiofonica, ma che semplicemente stavo prendendo parte ad un intervento all’interno del programma e a una chiacchierata informale con lo speaker di turno.

Credo che un’opportunità del genere sia proprio da vivere in questo modo: osservare, rubare i segreti e i trucchi dei professionisti, capire come si muovono, capire la struttura del programma se si ha la possibilità di essere lì fisicamente, oppure semplicemente provare a tenere in piedi una conversazione con un professionista e cercare di “tenergli testa”, provando a contribuire a creare un bell’intervento radiofonico. Vista così, ben vengano questi momenti da ricordare.

Se invece quando si ha l’occasione di andare in diretta su una radio importante o si riesce a visitare un’emittente si pensa a farsi riconoscere, provare a ingraziarsi quelli che si incontrano, usare quei momenti per riempire il proprio curriculum radiofonico o peggio ancora farsi pubblicità non credo che si cerchi di scoprire come la radio viene fatta da chi ci lavora ogni giorno ma semplicemente si voglia avere una storia da raccontare ai propri amici vantandosi di quello che si è riusciti a fare. E voi? Avete avuto i vostri minuti di celebrità radiofonici? In che occasione? Come li avete vissuti?

Articolo a cura di Nicola Zaltieri