Il triste addio al “Conte che conta”: Philip Seymour Hoffman

Curiosità Radiofoniche

Il triste addio al “Conte che conta”: Philip Seymour Hoffman

Faccio Radio grazie a Philip Seymour Hoffman.

Forse sembrerà strano, soprattutto per quelli che fanno radio da molto più tempo di me, ma i meccanismi che spingono una persona a prendere una scelta importante (come quella di iniziare a trasmettere) possono essere davvero i più strani e disparati.

Così nel 2009, dopo che da alcuni anni nutrivo già un forte “desiderio” di lanciarmi in una nuova avventura, un film ed un personaggio mi hanno dato il là, facendo scattare dentro di me la molla che mi portò a dire “devo provarci, per me la radio e la musica sono importantissime!”

Era Agosto e lo ricordo come fosse oggi, decisi di prendermi una serata di riposo per guardare un film che mi incuriosiva parecchio: il suo titolo era “I Love Radio Rock” e fui subito colpito da un personaggio molto carismatico che si faceva chiamare “il Conte”. Quel film mi emozionò molto per tantissimi motivi che forse anche voi, amanti della radio come me, riuscite a capire. Ma ciò che mi colpì maggiormente furono l’interpretazione e le parole affidate a questo personaggio, interpretato magistralmente da Philip Seymour Hoffman.

E’ impossibile, per esempio, dimenticarsi la memorabile scena del “vaffa”, in cui il Conte chiede agli ascoltatori di “pretendere una follia” da lui, ottenendo come risultato quello di essere obbligato a dire una parolaccia (“vaffa…”) in diretta radiofonica.

Per vedere come andò a finire potete guardare il video:

Ancora più significativa e divertente è la scena dell’ultimo dell’anno, quando Radio Rock, allo scoccare della mezzanotte, dovrà cessare le trasmissioni per decisioni prese da funzionari politici. Anche in questo caso, lascio a voi il piacere di godere nuovamente dello spettacolo:

Ma la scena “per eccellenza”, quella che più di altre mi ha spesso fatto commuovere ed emozionare (e ancora lo fa, ogni volta che la rivedo) è sicuramente questa, di cui non posso non riportare integralmente il testo: “Cari ascoltatori vi dico solo questo: che Dio vi benedica! Quanto a voi, bastardi al potere, non sperate che sia finita. Anni che vanno, anni che vengono e i politici non faranno mai un ca…..o per rendere il mondo un posto migliore, ma ovunque nel mondo, ragazzi e ragazze avranno sempre i loro sogni e tradurranno quei sogni in canzoni. Non muore niente di importante stanotte, solo quattro brutti ceffi su una nave di m…..a! L’unico dispiacere, stanotte, è che negli anni futuri ci saranno tante fantastiche canzoni che non sarà nostro privilegio trasmettere ma, credete a me, saranno comunque scritte e saranno comunque cantate e saranno comunque la meraviglia del mondo!”.


E’ questo dunque il mio modo per rendere omaggio al grandissimo attore Philip Seymour Hoffman, scomparso tragicamente a causa di una overdose di eroina (da cui si era disintossicato 23 anni fa) nella giornata di ieri. A lui, al suo personaggio, a quel film devo moltissimo e penso che senza di loro non avrei mai potuto trovare il coraggio per provare ed iniziare a fare radio.

Per questo mi sento di dire “grazie Conte”!, per la lezione che a modo tuo hai saputo dare a me e a molte altre persone che amano la radio e che senza il tuo entusiasmo non avrebbero mai incominciato a trasmettere. Per finire però, se vogliamo davvero raccogliere l’eredità che questo personaggio cinematografico ci ha lasciato dal film “I love radio rock”, dobbiamo impegnarci a lottare senza sosta affinché nessuno (la crisi, il potere o altri fattori) possa mai far sì che una radio venga chiusa o cessi di trasmettere e di regalare voce, musica ed emozioni a chi ascolta.

Articolo a cura di Mattia Savioni