Non Chiamarmi Omar: un film sulla Radio di Sergio Staino

Film sulla Radio

Non Chiamarmi Omar: un film sulla Radio di Sergio Staino

Seconda prova di regia per Sergio Staino con il film “Non chiamarmi Omar”. Il disegnatore satirico, collaboratore storico de l’Unità, lo girò nel 1992, quattro anni dopo “Cavalli si nasce”, prendendo spunto da “Nudi e crudi”, il racconto a puntate che il collega Altan scrisse per “Tango”, il settimanale satirico fondato proprio da Staino nel 1986.

Una commedia corale, animata da strambi personaggi, i cui destini si intrecciano in una mattina di nebbia, in una imprecisata città del nord, mentre va in onda “Radiosalotto”, un talk show radiofonico condotto dall’ambizioso Ugo Carpioni (Michele Mirabella). Cinque ore, questa la durata del programma mattutino, in cui la realtà (tradimenti, amori, giochi di potere, morti violente, miracoli) è affrontata con toni satirici.

Ma passiamo ai personaggi. Si parte con gli ospiti in studio: Hanna Lefevre, una giornalista femminista, ma sempre pronta a vendersi per il potere (Elena Sofia Ricci), Assiro Fez, un traffichino innamorato della giornalista (Georges Wolinski, il grande disegnatore francese), un questore (un irriconoscibile Antonello Fassari che nel film è anche Gastone, un conducente di ambulanze nel giro della droga), un sottosegretario di Stato e Omar Tavoni, chirurgo e proprietario di una clinica di lusso (Gastone Moschin). Un uomo a cui, nel corso del talk show, ne accadranno di cose strane!

Non solo riceverà continue telefonate dall’infermiera Tania, l’amante (Giuliana Calandra), al punto di dover urlare, più volte, dai microfoni della radio “Non chiamarmi Omar” (da qui il titolo del film) ma, su richiesta del conduttore radiofonico, dovrà gestire in diretta un delicato intervento chirurgico.

Obiettivo: fare audience. Peccato che ci scappi il morto. In clinica, infatti, l’imbranato assistente Pizzetti (Pierfrancesco Loche), sebbene in contatto telefonico con Tavoni, farà un disastro dopo l’altro. Fatto singolare che, a seguito di un incidente in moto, a morire sotto i ferri sia Marconi (Mario Dalmaviva), il tecnico audio della radio, nonché marito aggressivo della casalinga Viola, interpretata da una trasandata Ornella Muti (camuffata anche da tartaruga ninja nel film). La lista dei personaggi è lunga, ma è da ricordare anche Monica (Stefania Sandrelli) la moglie paraplegica del tassista comunista Bruno (Gianni Cavina).

Una donna che è solita viaggiare in taxi col marito, durante le ore di lavoro, restandoci anche la sera per evitare di essere scarrozzata a destra e a manca. Una donna che sarà di nuovo felice grazie all’amore di Nando, un giovane pizzaiolo (il cantante Vinicio Capossela), e al ritrovato uso delle gambe. Decisamente, uno dei migliori personaggi nati dalla fantasia di Staino e di Altan.

Una commedia corale e grottesca “Non Chiamarmi Omar”, che si tinge anche di giallo:
nel taxi di Bruno, infatti, il chirurgo Tavoni dimentica una misteriosa valigetta di pelle nera che saranno in tanti a volere, compreso un gigantesco e pericoloso africano. Situazione che scatenerà non pochi equivoci. Una commedia pungente: il medico incompetente, il conduttore del talk show, pronto a tutto pur di fare audience, sono i rappresentanti di un Paese alla deriva sulle note de “La fisarmonica” di Gianni Morandi, brano ricorrente nel film. E sì, anche divertente, ma nella prima parte, per le situazioni singolari vissute dai personaggi dentro e fuori lo studio radiofonico; poi, la confusione regna sovrana e sarà meglio non farsi troppe domande. Buona visione!!

Scheda Film:

Genere: Commedia/Grottesco

Regia: Sergio Staino

Soggetto: Tratto dal racconto di Altan “Nudi e crudi”

Sceneggiatura: Sergio Staino, Altan

Cast: Gastone Moschin, Stefania Sandrelli, Ornella Muti, Elena Sofia Ricci, Michele Mirabella, Pierfrancesco Loche, Antonello Fassari, Vinicio Capossela

Paese-Anno: Italia, 1992

Durata: 102 min.

Articolo a cura di Sofia Napoletano

Guarda qui alcune sequenze del Film "Non Chiamarmi Omar":