Il Notiziario Locale Post-Prodotto

Giornalismo Radiofonico

Il Notiziario Locale Post-Prodotto

Una componente fondamentale del mondo radiofonico è rappresentata dalla redazione giornalistica, che in tutte le radio nazionali informa l'ascoltatore sugli avvenimenti più importanti del nostro Paese e nel resto del mondo.

Tralasciando la radio di Stato, che offre radiogiornali della durata di trenta minuti circa, rigorosamente in diretta, tutte le radio private italiane hanno l'obbligo di trasmettere un numero di ore d'informazione, che ogni emittente spalma sul palinsesto a proprio piacimento, anche se le somiglianze sono parecchie. In questo caso stiamo ancora parlando di informazione live, della durata massima di quattro minuti, in cui il conduttore può permettersi, entro un certo limite, di variare il giornale, dai due minuti e mezzo fino appunto ai quattro sopra citati.

Tuttavia, oltre alle metodologie di informazione appena nominate, esiste un caso limite molto interessante che possiamo trovare in radio non nazionali con un'importante copertura territoriale, le quali inseriscono notiziari locali all'interno del clock radiofonico, programmati alla medesima ora nelle diverse aree di trasmissione.

Ho avuto l'opportunità di scoprire questa variante grazie a Radiospeaker.it, che durante un Corso di Giornalismo e Conduzione Radiofonica, ora suddiviso, per far si che le lezioni siano ancora più dettagliate, ha organizzato un incontro con Fabio Banzato, regista del programma “Emilio Bianchi Show”, giornalista pubblicista e conduttore del notiziario locale su Radio Number One.

Radio Number One non ha copertura nazionale, e punta molto sull'informazione locale. Per questo motivo ci sono giornalisti, tra cui Fabio Banzato, che si occupano di confezionare in post- produzione un notiziario per ogni “sezione” di regione, cha racchiude i comuni più importanti che ricevono il segnale dell'emittente. Il lavoro deve essere molto preciso, bisogna essere informati a livello locale ed è più difficile rispetto al reperire informazioni su fatti di cronaca nazionale.

Spesso i giornalisti che si occupano della registrazione in studio hanno dei “personali” corrispondenti nei vari comuni, giornalisti locali che sono a contatto con il territorio, operando in zone che conoscono alla perfezione. Tali corrispondenti riferiscono le notizie oppure confezionano loro stessi un brevissimo servizio che viene poi montato. Ma la parte più interessante della registrazione, la troviamo nella durata: 114 secondi, ovvero 1 minuto e 54 secondi precisi, non uno di più, non uno di meno. Questo perché i notiziari locali non solo sono programmati tutti alla stessa ora, ma alla stessa ora devono anche concludere.

In particolare, citando l'esempio di Radio Number One, possiamo notare una programmazione identica per tutte le regioni in cui trasmette, che viene “modificata” solo durante la messa in onda dei giornali radio, che vengono inseriti automaticamente dal computer centrale, per far sì che tutte le fasce ricevano il notiziario locale corretto.

Successivamente, alla fine del giornale, la programmazione riprende e non può continuare, anche per un solo secondo di errore, in asincronia rispetto al palinsesto ufficiale. È evidente come la precisione sia una regola ferrea in questo tipo di giornalismo, e non si deve in alcun modo sbagliare. Proprio per questo i notiziari sono registrati, di modo da essere rifatti nel momento in cui sopraggiunga anche la più piccola sbavatura.

Abbiamo detto che la scelta delle notizie è forse più complicata, dovendosi affidare alla propria conoscenza del territorio, alla lettura di giornali non nazionali, e al crearsi un “giro” di giornalisti operanti nelle località che trattiamo. Se dobbiamo in seguito presentare nel miglior modo possibile la notizia, vi rimando ad un nostro articolo sulle 5 W, ricordandovi che in radio la sintesi è fondamentale.

A voi amanti del mondo radiofonico, piacerebbe lavorare con giornalisti radiofonici? Preferite un notiziario in diretta o post-prodotto?

Come sempre, fatecelo sapere!

Articolo a cura di Davide Porro