Origini e Storia della Pubblicità in Radio

Storia della Radio

Origini e Storia della Pubblicità in Radio

Abbiamo analizzato le caratteristiche della pubblicità in radio, ora andiamo a scoprire come è nato il moderno advertising...

La pubblicità in radio comparve in Italia per la prima volta il 9 aprile del 1926, anno in cui venne fondata la SIPRA (Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima), attualmente attiva e conosciuta anche per il suo Radiofestival, nato nel 1992 per porre l’attenzione su questo settore. Ma fu da ottobre 1926, che la pubblicità cominciò ad essere trasmessa ufficialmente via radio, attraverso brevi comunicati mandati in onda durante gli intervalli tra i programmi.

Gli spot più importanti furono realizzati a partire dal 1931, quando la sede del SIPRA si spostò a Torino. Tra le sponsorizzazioni celebri ci furono nel 1936 quella della Buitoni-Perugina all’interno del programma radiofonico “I quattro moschettieri”, durante il quale gli ascoltatori venivano invitati a consumare i prodotti di questo marchio perchè contenevano delle figurine che permettevano di vincere premi importanti come ad esempio la storica Fiat topolino.

Durante gli anni trenta si verificano dei cambiamenti significativi. La pubblicità radiofonica si libera di alcune limitazioni come quella di usare solo voci femminili e vengono introdotti i testimonial e l’uso di jingle. Nel 1966, invece, si inizia a parlare dei cosiddetti radiotempi che compaiono per la prima volta nel programma “Punto e Virgola” dove ormai gli annunciatori e le annunciatrici sono stati sostituiti da attori veri e propri.

Gli anni settanta, come abbiamo detto più volte, rappresentano per la radiofonia il momento di massima creatività, e quindi anche per la pubblicità. Si è arrivati ad un punto in cui non ci sono più limitazioni e grazie alla forza delle radio libere, si crea un legame diretto tra questo mezzo di comunicazione e l’artigiano che vuole far conoscere la sua bottega e i suoi prodotti in tutta la provincia. Gli spot vengono registrati in casa dallo stesso artigiano, dando vita al meccanismo della micro-narrazione nel quale lo stereotipo diventa sinonimo di garanzia.

A rendere spontaneo lo spot si aggiunge un elemento importante: l’uso del dialetto, che crea una vicinanza con chi ascolta, e che ancora oggi viene utilizzato in alcune radio locali.

C’è da dire, comunque, che in America, già nell’agosto del 1922, una stazione della AT&T aveva trasmesso all’interno di un programma radiofonico il primo comunicato commerciale della durata di dieci minuti per un’immobiliare newyorkese, la Queensboro Reality Company, che aveva pagato 300 dollari per cinque annunci nei quali venivano messi in risalto i benefici della vita in campagna.

Articolo a cura di Ilaria Frosi