Pandora perde terreno, Apple la vuole (forse) sfidare!

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Pandora perde terreno, Apple la vuole (forse) sfidare!

L'Italia, purtroppo, rimane spesso un passo indietro rispetto ad altre realtà, che utilizzano il web per diffondere le proprie innovazioni. Stiamo parlando, per esempio, delle radio digitali, che in Italia sono ben lontane dal venire, mentre la vicina Svizzera ha recentemente fatto il famoso botto, lanciando appunto la radio digitale.

Se poi ci dirigiamo oltre oceano, negli Stati Uniti, ci scontriamo con un mondo che è incredibilmente vasto e pieno di sfaccettature, dove la concorrenza è ogni giorno sempre più spietata, a causa soprattutto di una geniale intuizione. Stiamo parlando del sistema Pandora Media Inc., una radio online dalla straordinaria innovazione tecnologica. Conosciuta semplicemente come Pandora Radio, è stata fondata nel 2000 iniziando ad essere fortemente conosciuta tra il 2006/2007.

Il servizio è stato creato per merito della Music Genome Project, fondata anch'essa dal 2000 da Tim Westergren, che ha successivamente fondato la stessa Pandora. Ma cosa offre di così innovativo? Semplice, l'utente può creare la propria personale radio, grazie ad un algoritmo basato su oltre 400 elementi musicali, che cercano di selezionare le canzoni che potrebbero interessare all'utente.

Il fruitore infatti, al primo accesso su Pandora, inserisce una canzone o un artista preferito, e da questo primo elemento il sistema ne trae delle caratteristiche musicali che andrà ad utilizzare per cercare nuove tracce che abbiano in comune proprio quegli attributi scovati al primo accesso. Lo scopo è quindi quello di continuare ad offrire nuove canzoni, e poiché il sistema non si basa sui maggiori dischi venduti o sulla popolarità degli artisti, ma sulle preferenze dell'utente, Pandora è diventata in poco tempo la radio del futuro, che non passa le “solite cose”, ma che trasmette anche brani poco famosi, molto vecchi o di band emergenti.

Le limitazioni di Pandora non sono comunque poche, a partire dal fatto che solo negli USA può essere utilizzata, in quanto il programma riconosce l'indirizzo IP dal quale ci si collega; seguono poi altre restrizioni, come l'impossibilità di riascoltare un brano oppure di saltarlo. In quest'ultimo caso, il “salto” può essere effettuato un limitato numero di volta in un'ora. Sfortunatamente, alcune tasse applicate sui diritti d'autore volte a penalizzare i brani trasmessi in streaming, hanno ultimamente messo in serie difficoltà Pandora Radio, che ha richiesto addirittura supporto ai propri fruitori per firmare una petizione da presentare al Congresso degli Stati Uniti. E se Pandora naviga in cattive acque, le “avversarie” non stanno certo a guardare.

Il 6 e 7 settembre sul New York Times e sul Wall Street Journal sono uscite indiscrezioni molto interessanti che affermavano, con convinzione, la decisione di Apple di creare la propria Pandora. I due giornali hanno definito le fonti “molto vicine all'azienda che però desiderano rimanere anonime”, il che suona sempre strano in Italia, ma forse non in America. Ovviamente l'ipotetica Apple Radio dovrebbe colpire Pandora e le altre radio online – Slacker e iHeartRadio per fare i nomi delle più famose – in modo da offrire l'ennesimo innovativo servizio.

Si parla dunque di accordi con le più importanti etichette discografiche, che sarebbero stufe delle licenze restrittive che impediscono, per esempio, di trasmettere la stessa canzone o il medesimo artista più di un certo numero di volte in un'ora; e questo è solo uno dei divieti, alcuni li abbiamo elencati poche righe fa, ma ce ne sarebbero altri ancora.

Un altro aspetto che Apple dovrebbe tenere in considerazione è l'utilizzo della sua radio in tutto il mondo, o almeno non solo negli USA, come accade per Pandora. Tuttavia notizie certe e ufficiali non ce sono, alcuni ritengono che il lancio sia legato al nuovo iPhone 5, ma sarà difficile dato l'imminente uscita del prodotto Apple.

Le idee a quanto pare ci sono e i soldi per il gruppo di Cupertino non dovrebbero essere un problema! A questo punto non ci resta che aspettare nuove notizie, possibilmente ufficiali. Rimanete quindi sintonizzati su Radiospeaker!

Articolo a cura di Davide Porro