"Perchè la Radio": a tu per tu con professionisti e docenti

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"Perchè la Radio": a tu per tu con professionisti e docenti

Professionisti, studiosi e “studiosi - professionisti” a confronto, per dibattere di Radio, il prossimo 4 febbraio, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.

“Perché la Radio?” è il titolo della tavola rotonda a cui prenderanno parte bei nomi del panorama radiofonico italiano.

“L’intento è di fare il punto sulle trasformazioni del mezzo radiofonico in Italia sia a livello di audience e forme di consumo sia soprattutto in quanto a professionalità e format. Ci interessa capire in che modo il nuovo ecosistema della comunicazione, dai social alle nuove forme di serialità, impattano sul mezzo radiofonico. Le faccio solo un esempio: uno dei fenomeni del momento in america è “serial”, un podcast  che recupera un vecchio caso di assassinio e lo ricostruisce rimettendo in forse la colpevolezza del presento killer, che sta avendo un successo enorme”, motiva così la scelta del tema il direttore di ALMED.

Il confine tra pratica e teoria, nel paradigma radiofonico, è talmente labile che concedersi il privilegio di studiare e praticare, o il contrario, significa accedere con una diversa consapevolezza al sistema radiofonico.

La Radio, intesa come uno dei tasselli del sistema mediale, serve in Italia 35 milioni di persone al giorno. Le differenti connotazioni assunte nel tempo dovrebbero far riflettere sulla condizione attuale, quella passata e quella che ci attende.

La tavola rotonda “è stata organizzata all’interno del Master, ma rientra nel quadro delle attività dell’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo. In particolare, fa parte di una survey generale su come stanno cambiando  i  mestieri della comunicazione i cui risultati di ricerca verranno presentati a marzo”, specifica Ruggero Eugeni. “La Radio gode in Italia di ottima salute. Ha saputo infatti aggiornarsi e contaminarsi con i nuovi media (per esempio i social). La  sua natura carsica, sotterranea, poco evidente, la rende in realtà un potentissimo mezzo di costruzione di issues e agende. la radio presenta un equilibrio tra gestione dei contenuti centralizzata (dalla rete, dagli autori, dai DJ, ecc.) e accoglienza di contenuti e opinioni ‘dal  basso’ (mediante telefonate lettere, fax) che non si ritrova in altri mezzi: è un mezzo autenticamente popolare che riesce a captare movimenti, tendenze e tensioni ella nostra società con estrema rapidità”, racconta così la situazione odierna del sistema radiofonico italiano Eugeni.

Così la Radio di oggi mostra un’identità sempre meglio definita, è “sia veicolo musicale che informativo. La Radio non è più da tempo né un mezzo generalista né un mezzo “giovanilista”. ha trovato il suo pubblico di elezione nei  professionisti che la ascoltano in auto andando al lavoro, sia uomini che donne. Mentre i pubblici più giovani usano il web e gli anziani la televisione. Si tratta di un target interessante per i pubblicitari, da cui la buona sopravvivenza economica della radio nonostante i temi non felicissimi. Questo non toglie che alcuni settori di pubblico più giovane non stia tornando alla radio: per esempio i fenomeni di web radio, o le radio universitarie, o i podcast (uno spin off della radiofonia) sono settori interessanti in questo momento”, si congeda così il direttore di ALMED.

Sarà possibile seguire l’evento in streaming attraverso il link seguente: http://almed.unicatt.it/almed-comunicazione-musicale-scheda-di-presentazione.
Tra gli altri, sarà presente Linus, direttore artistico di Radio Deejay, dopo le 17.15.

Mentre il portale Radiospeaker.it sarà presente grazie alla partecipazione del direttore Giorgio D’Ecclesia.

 

Articolo a cura di Annalisa Colavito