La Post Produzione in Radio: comoda ed efficace?

Conduzione Radiofonica

La Post Produzione in Radio: comoda ed efficace?

In tv si parla spesso di “RVM” riferendosi a quei filmati, frutto di un montaggio, successivo a delle riprese magari fatte in altri giorni o luoghi, ed ora pronte per essere “assemblate” e proposte al pubblico mediante lo schermo. Un lavoro che richiede una specifica ed attenta preparazione, indispensabile per un accostamento delle immagini ordinato e in linea con la volontà dell’emittente televisiva.

Allo stesso modo, anche in radio il lavoro di post-produzione richiede una preparazione tecnica indispensabile ed accurata affinché anche un programma, trasmesso in diretta ma con contenuti post-prodotti, possa avere la sua efficacia.

A tal proposito, all’interno di un’emittente radiofonica il lavoro di montaggio investe prevalentemente l’aspetto riguardante l’informazione giornaliera, vedi la realizzazione di giornali orario in cui sono presenti interviste realizzate precedentemente e poi successivamente “tagliate” o comunque modificate per poter rientrare così nei tempi previsti dalla “messa in onda” del notiziario. Ma vi possono essere anche casi in cui determinate radio decidano di registrare e quindi post-produrre interi appuntamenti con l’informazione, ben “impacchettati” e pronti per essere trasmessi dal software di regia automatica in determinate ore della giornata.

Una funzione abbastanza importante ed utile per una soddisfacente resa della programmazione, riguarda l’inserimento, all’interno di format in diretta, di inserti audio post-prodotti pensati inizialmente dagli speaker e/o dagli autori e sapientemente preparati dai fonici i quali poi  provvederanno, secondo una precisa “scalettatura” a “lanciarli” nel momento giusto durante la diretta. In tal caso, basti pensare alle gag che fanno da contorno ad alcuni “morning-show” della radiofonia nazionale, dove effetti sonori presi anche dalla quotidianità o appartenenti a  voci di noti personaggi, si mischiano agli interventi degli speaker, all’interno di una sorta di spettacolo rappresentato sul “palco” dell’FM.

Ed è proprio sulla base di situazioni del genere, che spesso “insert”, apparentemente banali, ma frequentemente utilizzati nel corso di un contenitore radiofonico, divengano abbastanza apprezzati e facilmente riconosciuti dagli ascoltatori,  tanto da entrare prepotentemente nella memoria di questi ultimi.

Inoltre, vi sono casi in cui anche interi format, di qualsivoglia natura, vengano registrati per poi essere successivamente messi in onda nella fascia oraria prevista. E qui scattano gli svantaggi di un procedimento del genere, in cui imprevisti tecnici  potrebbero influenzare la trasmissione di un programma non in diretta. Non a caso molti speaker non prediligono la registrazione di intere trasmissioni,  anche e soprattutto per quel senso di “distacco” nei confronti degli ascoltatori, i quali ovviamente non godono della possibilità di interagire con i loro conduttori preferiti.

Tra i vantaggi, invece, di un lavoro post-prodotto, frutto di una registrazione effettuata a priori, vi è la possibilità di fare varie prove e/o eliminare particolari errori commessi nel corso della conduzione. Ma, attenzione a coloro che posseggono un udito abbastanza sviluppato  e sono magari legati al settore della radiofonia, ai quali probabilmente non sfuggiranno  “tagli” o modifiche presenti in un programma, palesemente  trasmesso “in differita”.

Ma, “tirando le somme”, lo speaker che ama trasmettere emozioni in musica mediante il microfono, ricco di quella vera passione suscitata dal mezzo radiofonico, difficilmente accetterebbe di trasmettere in “rec”, anzi deciderebbe di essere “on air” anche in giorni festivi, senza rimpianti, ma solo col sorriso e la gioia “stampata” in viso nel momento in cui sta per accendere il tasto “on” del proprio controller.

Articolo a cura di Maurizio Schettino