Programmare la Musica in Radio: una scelta difficile

Curiosità Radiofoniche

Programmare la Musica in Radio: una scelta difficile

Una delle caratteristiche della Radio è quella di entrare nella nostra vita e di collocarsi come sottofondo alle nostre azioni quotidiane. La Radio è un suono fatto di suoni, siano essi musica o  parola. Per assolvere a questo scopo, una radio deve essere ben strutturata e avere un palinsestoorganizzato in modo da coprire le 24 ore di messa in onda, 365 giorni all’anno.

La persona addetta a questo lavoro è il Programmatore Musicale, che organizza il clock adeguandolo al format e al target individuati dal direttore artistico e dello station manager.

Oggi la programmazione musicale è fatta attraverso l’uso di software (MusicMaster, ad esempio) che agevolano molto il lavoro del programmatore, il quale comunque deve essere dotato di caratteristiche personali senza delle quali non potrebbe lavorare; parliamo in particolar modo di ottime conoscenze musicali e creative oltre che di competenze tecniche.

Per organizzare l’archivio musicale di una radio bisogna partire dalla definizione di parametri, o regole, dai quali si dovrà dipendere sempre. Una radio che si rispetti ha in media un archivio di 15/16 mila canzoni che devono essere organizzate in un flusso costante. In base al format prescelto, le canzoni vanno organizzate in categorie la cui sequenza andrà a definire il clock di messa in onda.

Ogni radio individua le proprie categorie, ma in generale se ne possono distinguere alcune che vanno bene per qualsiasi tipo di format: Hit o Power (successi del momento), New (ultimissime uscite discografiche), Recurrent (brani che sono stati Hit e hanno almeno sei mesi di vita), Gold ( successi del passato).

Per ognuna di esse vanno impostate le regole di messa in onda: tempi di programmazione, rotazione delle categorie, numero di passaggi al giorno.

Una volta create le cartelle, al loro interno potranno essere distribuite le canzoni, editate e schedate. Schedare un brano significa creare la sua carta d’identità, ossia specificare Artista – Titolo – Anno – Genere – Mood – Casa Discografica.

Editare un brano significa registrarne la durata effettiva e fissare Intro (parte strumentale che anticipa il cantato), Outro (coda del brano) e Punti Mix (punto del brano in cui si aggancerà un eventuale jingle o liner in assenza di talk). Questi saranno tutti elementi utili sia in fase di diretta per speaker e tecnici di regia, sia in fase di elaborazione di playlist e programmazione.

Quello del programmatore musicale è un lavoro importantissimo, che va affinato col tempo e che non deve mai essere sottovalutato né fatto con superficialità.

Un programmatore musicale deve essere sempre aggiornato sulle uscite discografiche, deve sempre prestare attenzione agli andamenti di classifiche airplay e di settore, deve essere sempre in linea con la scelta editoriale e distaccarsi totalmente dal proprio gusto musicale.

Il successo o meno di un’emittente dipende tutto dal rispetto di queste caratteristiche.

Articolo a cura di Donatella Santo