La puntata perfetta e quella pessima alla Radio

Curiosità Radiofoniche

La puntata perfetta e quella pessima alla Radio

Non chiedetemi quale sia la regola di tutto ciò e cosa stia alla base del fatto che, durante le vostre dirette radiofoniche, vi possa capitare di fare una puntata spettacolare oppure, al contrario, di farne una da dimenticare. Ciò che è importante è capire che in radio non esiste mai una regola o un perfetto rapporto “causa-effetto”. Questo significa che le motivazioni per cui una puntata o una vostra diretta radiofonica possano venire bene o male sono pressoché infinite e variabili. Insomma, non esiste alcun parametro fisso!

Capita, e sono sicuro che è successo a ciascuno di voi almeno una volta, che si arrivi in radio carichi di entusiasmo, voglia di fare e di spaccare il mondo ma che il risultato, alla fine della trasmissione, sia diametralmente opposto, con lo speaker che si trova a riflettere su ciò che non ha “funzionato” durante la diretta. Diversamente capitano le “giornate no”, quelle in cui tutto è andato storto o quelle nelle quali le premesse, prima di incominciare un programma, non sono delle migliori. Eppure a volte è proprio in queste occasioni che uno speaker riesce a dare il meglio di se, realizzando una puntata degna di essere ricordata.

Ma allora, provando a fare delle ipotesi, quali possono essere i fattori di una bella o di una brutta puntata? Come dicevo, almeno a mio avviso, possono essere molteplici, variabili ed infiniti. Si può partire dalla canzone giusta al momento giusto, da un’intervista ben riuscita ad un ospite, passando attraverso un fatto o un concetto raccontato in maniera professionale o divertente, sino ad arrivare ad un messaggio di un ascoltatore che ci riempie di felicità. Al contrario, possono esserci inconvenienti tecnici in radio, un ospite poco disponibile al dialogo o ancora tutta una serie di equilibri che non sempre chi è all’ascolto riesce a capire, ma che chi trasmette inevitabilmente non può fare a meno di “vivere” o “sentire”.

Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni di radio è che, quasi in maniera categorica, le migliori puntate sono quelle che non ti aspetti, mentre magari quelle in cui pensi di poter dare il meglio di te, risultano essere quelle più “nella norma”. Ovviamente il giudizio finale sul nostro programma radiofonico lo può dare sempre e solo l’ascoltatore, quindi i giudizi soggettivi in radio lasciano spesso il tempo che trovano. Però penso che sia inevitabile e naturale provare a fare una sorta di bilancio di “come è andata” la trasmissione ogni volta che si termina la diretta, non trovate? Credo sia anche molto divertente riascoltarsi a distanza di giorni e cambiare completamente idea su una puntata radiofonica da noi condotta.

Perciò quello che voglio chiedere a voi è una domanda molto semplice: vi ricordate quale è stata la vostra migliore puntata (o quella peggiore)? Sapete dirci anche quali sono le cause, a vostro avviso, che contribuiscono a rendere la diretta di un vostro programma radiofonico ben riuscita oppure, viceversa, pessima? Tutto questo ricordando però quanto è stato detto (e scritto) più volte anche su questo sito, ovvero che un bravo speaker è quello che va in onda riuscendo a non farsi condizionare dagli eventi esterni (personali e non) che accadono, anche se è chiaro che non è sempre così facile. Se siete tra quelli che sono in grado di riuscire a mantenere un certo “distacco” tra la diretta e la vita intorno a voi, sappiate che vi trovate già ad un buon punto di quel percorso che porterà ciascuno di voi (si spera) a diventare uno speaker professionista!

Articolo a cura di Mattia Savioni