Radio 100 Passi: Radiospeaker.it intevista Danilo Sulis

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Radio 100 Passi: Radiospeaker.it intevista Danilo Sulis

Lottare, in completa solitudine, contro la mafia è un gesto estremo, inconsapevole, ma pur sempre eroico. Tre decenni e mezzo dal terribile massacro del ’78 non sono bastati a favorire la dimenticanza, Peppino Impastato e i suoi ideali rivivono attraverso la rinascita di Radio 100 Passi. Notevole il tam tam mediatico creatosi nel tempo intorno alla vicenda, grazie al film i “Cento Passi”, alle attività culturali, all’unicità di un personaggio come Peppino. Last but not least la rifioritura di Radio 100 Passi, quella che su tutti i libri di storia della radio è Radio Aut, imprescindibile esempio di radio libera, icona mediatica di fine anni ’70.

Diffondere la cultura della legalità, aiutare i giovani ad emergere – questi gli obiettivi dell’emittente – E’ il loro il futuro. Diamo la possibilità a tutti di realizzare programmi, in totale libertà”, dice Danilo Sulis, amico intimo di Peppino, ingegnere e musicista palermitano.

Danilo Sulis racconta di aver invitato nella sua radio, a Palermo, Peppino Impastato, quando ancora non aveva Radio Aut:Gli offrii l’opportunità di commentare la tre giorni di musica e cultura che organizzai, successivamente si è aperta Radio Aut durata fino alla morte di Peppino. Fui io a portagli le attrezzature per la radio”. L’ironia tagliente, e il continuo sbeffeggiare i boss da parte di Peppino - come se non esistesse un domani - non gli hanno alleviato la vita. “C’era dell’incoscienza giovanile, ma sapevamo a cosa andava incontro. Lo stesso Peppino era consapevole del suo destino, suo padre gli ha ribadito mille volte di starsi zitto, denunciava continuamente quello che accadeva a Cinisi. Pensa Radio Aut era l’unica radio possibile, qui in Sicilia all’epoca non prendeva nemmeno la RAI. Anche suo cugino, Francesco Impastato era dei nostri, lui ha poi intrapreso la carriera musicale in Germania, dove ha deciso di rimanere”, descrive così Danilo gli anni bui di fine anni ’70, quelli precedenti al terribile assassinio che coincide col ritrovamento del corpo di Aldo Moro a Roma, in via Caetani.

Dal terribile 9 maggio ’78 ad oggi si sono sempre succeduti nuovi eventi in memoria del giovane che ha lottato solo contro la mafia. In trentasei anni nessuna nuova regola modifica le logiche di Radio 100 Passi, prima di tutto l’informazione libera, poi la possibilità di dar voce a chiunque avesse qualcosa da dire, questo quello che ci fanno sapere da Cinisi. “Da noi i presidenti vengono a fare programmi in prima persona, con Giovanni Impastato abbiamo voluto ridare voce a tutte le forme di comunicazione possibili. Rete 100 Passi è sia radio che tv che giornale, è nata nel 2007, è stata inaugurata il giorno del suo compleanno, il 5 gennaio 2010. Successivamente siamo partiti col quotidiano online, nel 2013; quest’anno stiamo partendo con la tv. Abbiamo scelto il web perché ci permette di arrivare ovunque”, specifica Sulis.

Nella cittadina in provincia di Palermo sono tante le strutture da visitare: la casa del boss Badalamenti che oggi è la sede di Rete 100 Passi, ma che pare sia stata la casa dove i boss mafiosi si riunivano per decidere le sorti della gente; poi c’è Casa Memoria dove è situata la sua stanza, il suo studio, i manifesti, è una vera e propria casa – museo. L’abitazione natia di Peppino viene visitata quotidianamente da molte scolaresche. Non c’è due senza tre, durante il weekend le istituzioni regionali hanno concesso il vincolo culturale del casolare dove Peppino Impastato fu ammazzato, nei pressi dell’aereoporto Falcone – Borsellino, si sta cercando di riattualizzare anche quel casale decentrato rispetto al resto della città.

Da Radio Aut a Radio 100 Passi, trentasei anni dopo, e la storia continua.

Articolo a cura di Annalisa Colavito