La Radio Americana: Format, Billboard e Airplay

Curiosità Radiofoniche

La Radio Americana: Format, Billboard e Airplay
Se è vero che il mito americano non è più rutilante come una volta, è altrettanto assodato che da sempre le radio d’oltreoceano hanno rappresentato un punto di riferimento per l’Europa e quindi anche in Italia dove il concetto di radio “libera” ha preso piede diversi decenni dopo l’avvento delle strutture a stelle e strisce.
E’ ancora vivido nella memoria il ricordo della mia prima avventura oltre oceano, era il 1987, quando visitai le sedi di alcune delle emittenti più prestigiose, rimanendo più che sorpreso dall’imponente struttura organizzativa, paragonabile solo in parte a quella di alcuni network nostrani attuali.

Bisogna innanzitutto dire che rispetto alla nostra realtà dove la maggior parte delle emittenti trasmette di tutto un po’, negli Usa è ben chiaro il concetto di “radio format” ossia ogni stazione è specializzata su un determinato genere musicale , per cui si possono trovare quelle che trasmettono solo HipHop altre R&B, musica Latina e via dicendo. Peculiarità tutta americana, le emittenti incidono in maniera significativa con i passaggi radio, “airplay” (http://acharts.us/us_airplay_top_100) , non solo al successo di vendita ma anche alla scalata in classifica di un determinato pezzo. Questa combinazione “airplay-sales” determina di fatto il trionfo o meno di questo o quell’artista\gruppo.

Cardine fondamentale della complessa opera di rilevazione è Billboard il giornale “bibbia” della musica americana che riporta nelle sue classifiche (http://www.billboard.com/charts/hot-100) i risultati acquisiti dalle società che si occupano delle rilevazioni stesse, ovvero MediaBase, AllAccess e Radio&Records.

I dati raccolti sono pressoché capillari e nessun brano sfugge al “tracciamento” delle tre strutture. Le classifiche airplay più importanti sono la Top 40, quella pop per intenderci e ovviamente la più diffusa, la Urban dedicata all’R&B, HipHop e Soul, Urban Ac ovvero Adult Contemporary che si occupa di programmazioni rivolte a un pubblico più adulto appunto e Rhytmic dove a farla da padrona è la musica ad alto tasso ritmico.

Gli ingredienti che consentono all’airplay d’essere attendibile da tutti i punti di vista sono gli “spins”, quanto un pezzo è stato passato dalle radio: in genere abbiamo una heavy rotation (dalle 20 alle oltre 50 volte a settimana) medium rotation (15-25 volte a settimana) light rotation (5-15 volte a settimana) (http://www.usatoday.com/story/life/music/2012/10/15/airplay-charts/1635101/) , gli “adds” ovvero il numero di radio che hanno programmato il pezzo, (20 adds, vuol dire che 20 radio di quel formato hanno programmato il brano) e l’”audience”, il numero di persone che hanno ascoltato la canzone stessa, va da se che una canzone programmata da una radio newyorkese e quindi con un audience alta verrà monitorata in maniera differente rispetto alla stessa in onda su una radio di provincia. Alle spalle tanta professionalità e il concetto di radio in quanto azienda da cui le strutture italiane hanno ancora molto da imparare.

Articolo a cura di Enzo Mauri