Nasce Radiobici: un'iniziativa in collaborazione con la Gazzetta dello Sport

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Nasce Radiobici: un'iniziativa in collaborazione con la Gazzetta dello Sport

Ognuno di noi (e non dite di no) ha delle grandi passioni nella vita, spesso più di una. Difficilmente succede che queste possano essere complementari tra loro, proprio perché in molti casi appartengono ad ambiti differenti. E’ davvero insolito che esse possano coincidere.

Personalmente, mai avrei potuto pensare che ci fosse qualcosa che potesse unire la radio e la bici, al di fuori dei vari Network che, nel corso degli anni, hanno fatto da sponsor al Giro d’Italia. Ho sempre teorizzato l’esistenza di molte analogie tra quelle che di fatto sono le mie due più grandi passioni: condurre un programma radiofonico e pedalare. Qualche esempio?

In entrambi i casi ci vuole tanta dedizione, curiosità, voglia di conoscere, passione per stare e parlare con la gente, spirito di sacrificio ma anche intraprendenza e soprattutto voglia di emozionare ed emozionarsi raccontando storie e sensazioni: guardare un meraviglioso panorama, dopo aver raggiunto con tanta fatica una vetta è emozionante quanto sentire di aver fatto una bella puntata in radio.

Eppure, al di là di quanto detto, non pensavo che queste due attività potessero “fondersi” tra loro, mentre invece, sorpresa delle sorprese, ciò è accaduto. Nasce infatti proprio in questi giorni “Radiobici”, un’iniziativa in collaborazione con la Gazzetta dello Sport.

Di cosa si tratta? Semplice, di un viaggio di 99 tappe per tutta la nostra penisola, da Nord a Sud, come accade in occasione della corsa ciclistica del Giro d’Italia.

Perché la bicicletta? La bici è certamente uno dei mezzi più “a misura d’uomo” che esistano e rappresenta anche uno strumento di trasporto che non inquina, totalmente sostenibile. Per questo essa diventa anche portatrice di un messaggio etico molto importante: meno macchine, meno smog, più rispetto per l’ambiente.

Perché la radio? Da che mondo è mondo la radio, ma non solo, è uno dei migliori mezzi di comunicazione e di informazione per raccontare a migliaia di persone delle esperienze. Come si “fondono” la radio e la bici? Attraverso un futuristico tandem (che arriva, non a caso, da un modello del Nord Europa) dotato di telecamere e microfoni per raccontare in presa diretta ciò che sta accadendo durante la pedalata per tutta la Penisola.

Chi pedalerà? Davvero chiunque! Lo staff che promuove l’iniziativa, è composto da Maurizio Guagnetti (giornalista col pallino della bici e della cronaca che ha lavorato in numerosi Network nazionali), Alessandro Calderoni (giornalista, voce radiofonica, fotografo e video maker) e Attilio Speciani (medico che ha conciliato l’integrazione tra gli aspetti scientifici classici con quelli delle terapie naturali, docente e scrittore).

La bicicletta è inoltre, uno dei mezzi più democratici che esistano. Per questo a pedalare saranno ospiti illustri (cantanti, attori, politici, amministratori) ma anche persone qualunque, che potranno visionare le tappe dal sito radiobici020.gazzetta.it/ e proporsi per salire sul tandem.

Quale è lo scopo dell’iniziativa? Per prima cosa quello di raccontare le storie di tutti. Ma anche conoscere le meraviglie del nostro Paese ancora da scoprire e valorizzarle, al fine di trasformarle in matrici dello sviluppo economico, sociale e culturale. Ma sarà anche un viaggio di denuncia. Infatti gli ostacoli a questo percorso di progresso che si incontreranno, verranno denunciati e rimossi con gli strumenti della cronaca e del racconto.

Quali mezzi verranno utilizzati a supporto dell’iniziativa? La radio, con collegamenti giornalieri nella trasmissione “Friends” su Radio 105 (in compagnia di Tony&Ros) e su Radio Monte Carlo dalle 20 (da lunedì a venerdì). Il blog Radiobici020.gazzetta.it, nel quale potete trovare anche i collegamenti alle relative pagine Fb e Twitter.

Cosa resta da dire? L’iniziativa si concluderà il 27 Giugno a Milano. E allora cosa state aspettando a proporvi per una pedalata in tandem? Perché non provare un nuovo modi di fare radio, conciliandolo con la bellezza di un giro in bicicletta nell’aria primaverile?

Articolo a cura di Mattia Savioni