Radio Incredibile porta la Radio in Carcere: "La radio è uguale per tutti"

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Radio Incredibile porta la Radio in Carcere: "La radio è uguale per tutti"

L'Associazione Culturale Radio Incredibile ha sperimentato un ciclo di laboratori di radiofonia in due diverse Case Circondariali delle Marche: l'idea è quella di migliorare la convivenza negli istituti sviluppando le capacità comunicative ed espressive dei detenuti grazie alla simulazione di attività tipiche di una redazione radiofonica, dalla scrittura alla registrazione.

Ognuno dei partecipanti è stimolato a mettersi in gioco attraverso il racconto del proprio vissuto individuale, ma anche attraverso la condivisione della propria cultura di origine, costruendo così un dialogo interculturale. L'esperienza rientra a pieno titolo nelle attività rieducative, e rappresenta quindi un'opportunità di crescita e formazione in vista del reinserimento in società.

Il confronto con persone sottoposte a limitazione delle proprie libertà personali può mettere infatti a disagio colui che è invece libero di andarsene quando vuole: pur superando i controlli e varcando i tanti cancelli della struttura, l'operatore quando si trova fisicamente nello stesso ambiente con i reclusi rimane comunque altro da loro, diverso, una presenza tangibile di quel "fuori" tanto spesso immaginato e desiderato da chi è "dentro".

Eppure è proprio da questa distanza che può nascere il racconto e la consapevolezza della propria condizione, ma anche la volontà di guardare oltre. Riportiamo qui un breve scritto di uno degli operatori del progetto, che ricostruisce un incontro tipo del laboratorio dal suo punto di vista:

"Il cancello si chiude, il documento è rimasto in portineria; il metal detector che suona impudentemente avvertendo della presenza di microfoni e cavi. Saluto al Poliziotto Penitenziario, che mi apostrofa amichevolmente urlando “Oh ecco è arrivato Radiofreccia!” Ancora un cancello e ancora un altro, un controllo e ancora un altro. Fino ad arrivare nella piccola aula dove la lavagna di ardesia ci racconta i corsi di alfabetizzazione alla lingua italiana. Ma poi qualche inconfondibile schiamazzo… eccoli arrivare: la classe di 15 futuri dj.  Chi fuma una sigaretta, chi domanda come vanno le cose fuori, chi chiede il giornale che gli avevi promesso la settimana scorsa, chi vuole un parere sull'attualità politica. I miei 15 colleghi, non alunni, mi regalano emozioni inspiegabili: la dignità di vivere, l’educazione e la sopportazione, il sorriso innato. E diamo il via alla lezione: ogni argomento finisce inesorabilmente per convergere sul tema del carcere, è davvero difficile riuscire a cambiare argomento.

Finte telefonate da casa, le curiosità della settimana, la cucina, gli sport nel mondo: ogni tema trova riflessi nel vissuto di ciascuno dei partecipanti. La poesia, il rapporto con Dio, la salvezza, la durezza del Natale dentro: ogni riflessione è vissuta, condivisa, partecipata. Da ogni lacrima può nascere un sorriso. Da ogni spunto può nascere un sorriso, un momento comico. Cosa vuol dire sognare, cosa comporta il senso dello stato, cosa ci piace e cosa non ci piace dell’Italia, cosa conta davvero nella vita. L’ora di riunione di redazione vola via, mentre in due o tre si contendono la scelta dei pezzi. Una sigaretta e  si va in registrazione, nonostante le paure del microfono e le discussioni sulla scelta musicale. Le gaffes, gli scontri accesi, momenti mai banali e, molto spesso, emotivamente impegnativi e difficili. Due ore sono già passate: la guardia viene a riprendere i miei Dj, mi salutano con una malinconica allegria e con una sigaretta fumante. Fra una settimana saremo ancora insieme con tanto da raccontarci, nonostante tutto…"

Articolo a cura di Claudio Siepi