Radio Castel Bolognese: speaker appesi al traliccio per salvarla!

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Radio Castel Bolognese: speaker appesi al traliccio per salvarla!

Oggi Radiospeaker.it ha incontrato Gabriele Rambelli, responsabile dei programmi di Radio Castel Bolognese, emittente locale privata della provincia di Ravenna, oggi alla cronaca per la protesta contro il Consiglio d’Amministrazione.

Buongiorno sign. Rambelli, da dove nasce la protesta in atto oggi?
La protesta nasce dal fatto che il nostro consiglio di amministrazione ha deciso di vendere le frequenze, di fronte all’offerta di un network nazionale, facendo morire così la radio. Hanno giustificato questo con il fatto che la radio non va benissimo ma con conti alla mano a noi risulta il contrario, tanto è vero che ci siamo offerti di sobbarcarci questi presunti debiti per poter andare avanti, ma loro non sono interessati a cederla a noi.

Si può sapere di quale network nazionale si parla o è un “segreto di Stato”?
Non è un segreto e che essendoci in atto una trattativa con loro finché non mi viene comunicato in maniera definitiva che la vendita si è concretizzata non posso dire chi è. Non voglio mettermi in mezzo anche perché hanno già cercato di fare un paio di denunce contro la nostra protesta che però non hanno alcun fondamento. È tutto quanto sul filo del rischio di farsi denunciare.

La vostra programmazione oggi è in corso, ma dal tetto?
Non proprio. Non siamo proprio sul tetto, ma stiamo trasmettendo appesi al traliccio dove c’è l’antenna, perciò sopra il tetto in cima al traliccio. Questo perché la preoccupazione del Cda era quella di fare tutta l’operazione senza che se ne parlasse troppo, senza che venisse fuori questa cosa. Il nostro scopo, invece, è proprio il contrario: far sapere a tutti quello che il Cda sta cercando di fare e l’unico modo per rendere noto questo era fare la cosa più eclatante, cioè appendersi al traliccio.

Perché siete così legati a Radio Castel Bolognese?
Lavoro in questa radio da 15 anni. Siamo legati a questa radio poiché nella nostra zona, nella provincia di Ravenna, sono state chiuse tutte le piccole radio private che hanno ceduto alle offerte d’acquisto dei network. La nostra era l’ultima che è resistita fino a questo punto ed è un peccato, anche dal punto di vista locale, far morire l’ultima cosa che era rimasta.

Qual è l’obiettivo della vostra protesta?
Stiamo lottando contro chi vuol vendere una cosa solo per soldi e non perché ha dei problemi ad andare avanti. L’offerta che è stata fatta è molto invogliante ma fare una scelta di vendita solo per guadagnare non è corretto, considerando che alcuni di noi vivono lavorando in questa radio. L’obiettivo della protesta è poterci accollare i presunti debiti, mai presentati in maniera ufficiale, e far ripartire la radio con una veste nuova, con un’immagine diversa rispetto a quella che c’è stata fino ad adesso per far capire che Radio Castel Bolognese può vivere, anzi DEVE vivere.

Noi di Radiospeaker.it sosteniamo con tutte le nostre forze la salvezza di Radio Castel Bolognese e di tutte le radio locali in Italia.